Blog di salute, benessere e crescita personale
“Il massaggio è un’arte sottile. Non si tratta soltanto di abilità, ma piuttosto di amore. Fai del massaggio un piacere, un dono. Fai delle tua mani il prolungamento del tuo cuore" OSHO
venerdì 26 novembre 2021
LO STOMACO E LA SUA LETTURA IN CHIAVE PSICOSOMATICA
Lo stomaco,
essendo l’organo preposto alla digestione, è quello che accoglie e “accetta” il
cibo che ingeriamo. Ecco che con una trasposizione analogico – simbolica possiamo
leggere in quest’organo la nostra capacità di accettare gli altri, il mondo e
la vita.
Lo stomaco digerisce
tre cose: COSE, PERSONE, SITUAZIONI, pertanto i disturbi che lo colpiscono possono
avere a che fare con l’incapacità, la difficoltà o una vera e propria impossibilità
di “digerire” e quindi accettare cose, persone o situazioni.
Dolori allo
stomaco possono parlarci del tentativo di ribellarci ad una situazione che non riusciamo
ad accettare perché da noi ritenuta un’ingiustizia, un torto.
Il classico bruciore
di stomaco è invece legato ad una forte rabbia trattenuta e non esternata, quando
ci troviamo di fronte ad una situazione che riteniamo ingiusta e che proprio
per questo ci “brucia” dentro.
La nausea ed il vomito
possono infine rappresentare le modalità attraverso cui il nostro corpo si fa
carico di segnalare il rifiuto, il “rigetto” di un qualcosa che non siamo in
grado di accettare, piuttosto che manifestazioni di disprezzo e disgusto verso
qualcosa o qualcuno.
venerdì 29 ottobre 2021
I Fiori di Bach: ELM (Olmo Inglese)
Il fiore della leggerezza. Per chi si sente momentaneamente
sommerso di responsabilità.
“Non sei solo,
con il mio dono sentirai l’aiuto e la gratitudine delle persone che apprezzano
e sostengono le tue nobili imprese. Ora troverai l’equilibrio tra attività e
passività, tra lavoro e riposo, per sostenere responsabilità e progetti.”
GINOCCHIA E CAVIGLIE: LA LETTURA PSICOSOMATICA
Il ginocchio è
l'articolazione che permette la flessione e l'estensione della gamba
consentendoci quindi di “piegarci”, di “fletterci”. Un’evidente analogia a con
la nostra capacità di essere flessibili e di adattarci alle situazioni e alle
persone.
Dolori alle
ginocchia possono quindi parlarci di un conflitto generato da una dissonanza
interna. Da un lato, la volontà di non piegarsi al volere degli altri o alle
situazioni che la vita ci propone, opponendo quindi resistenza. Dall’altro, l’essere
troppo accondiscendenti agli stimoli esterni con il rischio di “piegarci troppo”
al volere degli altri al fine di non deluderli.
Dolori e
rigidità alle ginocchia ci parlano quindi di persone che faticano terribilmente
a lasciarsi andare e ad abbandonare il controllo. Soggetti tendenzialmente ipercontrollati,
con un sistema di credenze piuttosto ipertrofico, rigido e per nulla flessibili.
Parlando delle
caviglie dobbiamo partire dall’analisi della loro principale funzione, vale a
dire il permettere rotazione e flessione del piede, movimenti che simboleggiano
la capacità di adattarci ed essere flessibili riguardo ai cambiamenti di
direzione, intesi come le novità che la vita ci riserva quotidianamente.
Quando questa
capacità viene meno la persona si sente imbrigliata, incatenata ad una determinata
situazione con la percezione di trovarsi di fronte ad un ostacolo insormontabile
con le caviglie che attraverso i loro disturbi (dolori, rigidità, facilità nell’incorrere
in storte) si fanno carico di esprimere questa difficoltà nel “cambiare strada”
per poter andare avanti, crescere ed imboccare la via della felicità.
giovedì 28 ottobre 2021
I FIORI DI BACH: CRAB APPLE
CRAB APPLE (Melo selvatico)
Il fiore per le fobie e per la purezza.
Per chi si sente sporco, nel corpo e nella mente.
Messaggio di Crab
Apple
“Il mio dono è
di farti sentire la bellezza e le luce del corpo. Adesso apprezzerai la
bellezza nascosta della tua anima che farà risplendere il tuo corpo.”
martedì 26 ottobre 2021
LETTURA PSICOSOMATICA DEL TALLONE
Il tallone rappresenta l'estremità posteriore del piede e su di esso si scarica buona parte del peso del corpo, sia in posizione eretta che durante la deambulazione.
Un’evidente
analogia con l’appoggio delle nostre aspirazioni e del nostro essere più
profondo.
Ecco che in una
chiave di lettura psicosomatica un dolore al tallone può trovare il suo
corrispettivo psichico in soggetti che si trovano in una sorta di strada senza
uscita, che stanno provando la sensazione di non trovare soluzione ai loro
problemi piuttosto che nell’impossibilità di cambiare una situazione spiacevole
nella quale si trovano, sia da un punto di vista materiale (economico,
lavorativo) che immateriale (mondo degli aggetti e dei sentimenti).
Un po’ come se a
queste persone venisse a mancare l’appoggio sotto i piedi.
Anche le
modalità con cui portiamo il peso sui talloni possono raccontarci cose
importanti riguardo al nostro mondo interiore
Se il nostro
incedere è caratterizzato dal portare l’intero peso del corpo sui talloni, ci
troviamo di fronte ad un tipo di postura che a livello psicosomatico ci parlerà
di un carattere piuttosto forte, deciso, determinato. Un apparente stabilità
psichica che spesso nasconde un’ansia trattenuta, nascosta, con grande fatica
per chi la esprime al rilassamento e al lasciarsi andare alla propria
spontaneità, con ricadute negative sulla respirazione, sullo stato della
colonna vertebrale e sullo stress psicofisico generale. Tendenzialmente si
tratta di persone con il passo pesante, quelli che stanno nella vita con i
“piedi di piombo”. Soggetti iper-razionali, logici, concreti, affidabili, che
non lasciano spazio alla benché minima fantasia e soprattutto refrattari ai cambiamenti,
situazioni che possono destabilizzare il mondo perfetto che si sono creati.
Al contrario,
quando ci troviamo difronte a persone che non appoggiano per nulla il peso del
corpo sui talloni ma che camminano in punta dei piedi, ci troveremo facilmente
di fronte a soggetti con voglia di “spiccare il volo” per scappare da una realtà
che non li appaga e che spesso li angoscia. Soggetti poco radicati, con un
flebile principio di realtà, grandi sognatori ad occhi aperti, introversi, con
difficoltà ad instaurare rapporti concreti, reali e duraturi.
giovedì 22 aprile 2021
LA FILOSOFIA TAOISTA ED IL PENSIERO DI EDWARD BACH
Vi propongo un
interessante post, scoperto in rete, relativo ai punti di contatto tra la
millenaria filosofia Taoista e il pensiero del Dottor Edward Bach riguardo le
emozioni primarie individuate dalla Medicina Tradizionale Cinese
1) LA GIOIA
(XI): l’eccesso di gioia spesso si trasforma in fanatismo cieco e in tutte
quelle forme di rigidità mentale dove l’energia individuale si impone su quella
collettiva.
Tra i personaggi
che Bach descrive quello che più incarna questa tensione interiore, questa motivazione
nata da un ideale felice è Vervain; un personaggio è forte, coraggioso,
convinto delle sue idee e vorrebbe insegnare a tutti i suoi principi.
Vervain ha un
ideale di felicità che gli fa vivere tutto con entusiasmo, ma questa energia frenetica
contrae il suo corpo.
E’ la frenesia
del fare a tutti i costi; Bach scrisse del tipo Verbena: “Possiede l’entusiasmo
e l’eccitamento tipici delle persone dotate di grande conoscenza e il desiderio
struggente di infonderla a tutti, ma il suo entusiasmo può costituire un
ostacolo. Questa verbena è il rimedio per gli sforzi eccessivi, ci insegna che
è nell’essere piuttosto che nell’avere che si realizzano grandi cose”.
Esempio
concreto: imparo la meditazione e dopo un po’ di tempo, dopo questi momenti di
consapevolezza, vivo una gioia profonda.
In seguito a
questa realizzazione voglio trasmettere a tutti quello che ho vissuto e per
questo mio intento non ascolto più me stesso e gli altri, vivendo la frenesia
della mia idea di felicità.
2) LA COLLERA (NU):
le persone che soffrono di odio, gelosia e che spesso vanno su tutte le furie,
rifiutano l’amore offerto dagli altri e combattono con violenza la loro guerra
di ignoranza.
Bach aiutava
questi personaggi con l’agrifoglio, il fiore che apre la porta del cuore
all’amore e alla comprensione altrui.
L’essere umano
può essere avvelenato dalla rabbia per vari motivi:
a) non comprende
e non accetta la diversità nelle altre persone; pretende sempre che la sua idea
di perfezione sia praticata da tutti - personaggio Beech;
b) si sente
frustrato, amareggiato perchè la vita con lui non è stata gentile, mentre dal
suo punto di vista per gli altri l’esistenza è stata una passeggiata. Per
questo motivo si sente maltrattato dal destino e si lamenta in un silenzioso
borbottio che arresta la sua reale natura - personaggio Willow. Edward Bach
pensava alla rabbia come a degli occhiali scuri che la persona comprava al
mercatino delle bugie.
La vita e tutte
le altre persone viste attraverso queste lenti apparivano ostili, cattive,
pronte al peggio. La rabbia, come anche ogni altra mancanza di amore, nasce
dalla nostra incapacità di vedere la realtà per quello che è realmente; nasce
dalla nostra ignoranza, dal nostro non capire il dolore altrui, infine dalla
nostra solitudine interiore.
Nella psicologia
buddhista si dice: “Quando qualcuno ti ferisce è solo perchè sta soffrendo, non
giudicarlo ma aiutalo e aiuterai anche te stesso!”.
La luce
dell’amore risplende in questa bellissima affermazione di Bach: “L’ultima di
tutte le conquiste avverrà attraverso l’amore e la gentilezza; quando avremo
sviluppato a sufficienza queste due qualità niente ci potrà assalire, perchè
avremo sempre compassione e non offriremo resistenza”.
3) LA
PREOCCUPAZIONE (YOU): immaginiamo di essere ad una festa, i nostri occhi
guardano ogni cosa con estrema attenzione, la nostra mente percepisce i
pensieri altrui. Le mani si muovono nella luce, le parole, i gesti e i colori
creano un fantasma di sensazioni; il fantasma danza e produce una potente
vibrazione che ci trasmette l’essenza delle persone.
A questa festa
ci sono due persone preoccupate: vediamole in particolare. Giovanni racconta a
tutti molte barzellette, appare molto sereno, abbraccia tutti, danza con le
donne più belle; insomma dà tono alla festa e per sostenere questo suo ritmo
beve molto.
Giovanni forse
non ne è consapevole, ma il suo problema più profondo è l’incapacità di essere
sincero con sè stesso, è la paura di affrontare l’ombra di sé, è l’incapacità
di ammettere che esistono conflitti, preoccupazioni tali che lo sfigurano, che
bruciano le lacrime mai espresse, che urlano un gioco di falsità da lui
recitato per paura della sofferenza.
Giovanni è
l’attore principale di un gioco solitario da lui creato per il mondo, per il
quieto vivere; ma la sua realtà interiore non gioca affatto, lo tortura, gli
ruba il sonno e la gioia di vivere.
Questa persona
dovrebbe imparare la lezione dell’Agrimonia, dovrebbe affrontare la propria
ansia per trasformarla nella luce calda emessa da Agrimony, dalla sua pace.
C’è qualcuno in
questa festa che non riesce a stare solo neanche un istante; è il personaggio
Erica che a causa del suo egocentrismo deve parlare a tutti dei suoi problemi e
delle sue preoccupazioni.
Vede solo la sua
problematica, non sa ascoltare nessuno ed è troppo dentro sè stesso; continua
ad attaccare bottone con gli invitati, che sentendosi aggrediti lo rifiutano
lasciandolo solo.
La festa non è
ancora finita, sono le tre del mattino e nelle rispettive case degli invitati
ci sono tante mamme Red Chestnud che non riescono a prendere sonno perchè
preoccupate per i loro cari.
4) IL PENSIERO
OSSESSIVO (SI): secondo le tipologie di Bach c’è un fiore in particolare che
riguarda il pensiero ossessivo; questo personaggio è schiavo dei suoi pensieri
continui e preoccupanti, non riesce a spegnere questa mente infernale che
proietta sempre le stesse immagini.
La problematica
del soggetto White Chestnud è collegata all’agitazione mentale causata da una
incapacità di stare nel presente.
L’individuo non riesce
ad assimilare le esperienze secondo un ritmo naturale perché a causa dei suoi
problemi non è presente, così si ritrova con un’immensità di informazioni non
digerite che gli causano ansia, inquietudine e preoccupazione.
5) LA TRISTEZZA
(BEI): la tristezza è vista da Bach coma una forma di energia che nasce dalla
nostra incapacità di ascoltare l’anima e di vedere il disegno divino nel
creato.
La depressione
disarma la persona ostacolando le sue qualità e amplificando l’ignoranza del
mentale.
Dal semplice
scoraggiamento di Gentian il sofferente può peggiorare sempre di più fino ad
arrivare alla disperazione Gorse.
Un lutto non
elaborato crea nella persona questo dolore atroce chiamato da Bach “la notte
buia dell’anima” - Sweet Chestnud.
Il rassegnarsi
ad una vita inespressiva, poco stimolante, porta all’apatia, che si cura con
Wild Rose.
La persona che
non riempie il proprio spazio mentale con i colori della vita farà emergere
delle sensazioni profonde di un dolore sordo, sconosciuto, indecifrabile.
Sono esperienze
passate che erano sepolte nell’inconscio, che riemergono quando l’aspetto
vitale della persona è svuotato di quell’interesse essenziale che permette il
progredire.
Questo dolore
corrisponde allo stato negativo di Mustard; sembra non avere una causa precisa,
il malato è avvolto in una nuvola triste e buia.
Ma la vera
sofferenza è causata dalla nostra lontananza dall’anima; Bach dice: “L’allegria
andrebbe sempre incoraggiata e dovremmo rifiutare di essere oppressi dal dubbio
e dalla depressione; ricordate che queste non ci rappresentano perché la nostra
anima conosce solo gioia e felicità”.
6) - 7) LA PAURA
(KONG) E IL TERRORE (TSING): per Bach la paura come il terrore nascono perchè
non conosciamo la nostra vera forza, la divinità vivente che noi siamo.
Il timore è
sempre collegato al mistero, al non conosciuto; se l’uomo fosse pienamente
cosciente del suo aspetto divino sarebbe libero da ogni paura.
Vivere la
divinità vuol dire trascendere la realtà materiale per incontrare la continuità
della vita, cioè il suo aspetto più vero, il legame sottile che unisce ogni
evento, ogni cosa in un disegno armonioso dove tutto ha un senso di perfezione.
L’uomo divino
vede tutto questo e ne è pienamente partecipe; comprende il suo legame con la
realtà, il suo scopo, la sua impermanenza, vivendo così nella gioia più grande,
privo di paura e ricco di saggezza.
“LA PAURA NON HA
ALCUN POSTO NEL REGNO NATURALE UMANO, POICHE’ LA DIVINITA’ CHE E’ DENTRO DI NOI
E’ INVINCIBILE E IMMORTALE; E SE SOLO POTESSIMO ACCORGERCI DI QUESTO, COME
FIGLI DI DIO NON AVREMMO NIENTE DA TEMERE”.
(Edward Bach)
CONCLUSIONI
Cercherò di
sintetizzare i punti fondamentali del mio lavoro, cioè gli aspetti comuni delle
due terapie:
1) LIBERTA’
INTERIORE COME UNICA VERA FELICITA’: la realizzazione più grande è il prodotto
di una spontaneità che aiuta il malato a trasformare l’aspetto negativo della
sua malattia in un veicolo potente per la sua crescita interiore.
2) L’IMPORTANZA
DI UNA SALUTE SPIRITUALE: la cura è tale solo se riporta l’uomo al suo sè più
alto. La guarigione avviene solo nel momento in cui la persona riconosce il suo
bisogno di amore e diventa ricettacolo dell’energia cosmica.
3) L’EMOZIONE
CONTROLLA IL CORPO MA LO SPIRITO E’ IL VERO MAESTRO: questo principio è il
fondamento della terapia naturale; infatti solo ascoltando lo spirito la mente
si calma e solo nella quiete la personalità trova il sé e il corpo recupera le
forze.
4) LO STUDIO
DELLA NATURA E LA COMPRENSIONE DELLE LEGGI UNIVERSALI D’AMORE COME UNICA
RICERCA: sia i taoisti che Bach avevano compreso la relazione profonda tra
l’uomo e la natura. Questi pensatori hanno espresso la loro bontà strutturando
delle metodiche relativamente semplici per riportare l’individuo più vicino
alle leggi universali che sempre controllano tutti i fenomeni.
5) LA VIRTU’
COME FONTE DI OGNI GUADAGNO: per i Cinesi la virtù più grande nasceva
dall’ascolto del cuore; per Bach la virtù più alta era la felicità di essere
consapevoli delle proprie divinità, che è sempre l’ascolto del cuore.
6) LA SALUTE
COME RICERCA INTERIORE: vediamo in questo principio il triplice movimento
taoista (fisicità-pensiero-spiritualità) come un cammino graduale verso la
libertà interiore.
Sento ancora i
passi di Bach sulle foglie dei boschi nel Galles, dove il suo intero essere era
proteso alla ricerca di una purezza interiore in risposta al suo bisogno di
libertà.
7) IL DOLORE
COME POSSIBILITA’ DI CRESCITA E LIBERAZIONE: quest’ultimo principio è il
cardine di queste due filosofie; è il dare valore alla sofferenza comprendendo
il vero significato della malattia, per guarire e trasformare la spazzatura
dell’ignoranza nelle rose della felicità.
Fonte: Felipe dragoneromtc.com
giovedì 15 aprile 2021
Ragione psicobiologica dell'importanza di correre e camminare. By Filippo Vagli
Si fa un gran
parlare dell’importanza del movimento fisico ed in particolare del camminare o
del correre per una miglior qualità di vita relativamente a salute e benessere.
Quello che i più
non sanno è però che, al di là degli innegabili benefici legati al metabolismo
e a tutti i processi fisiologici ad esso collegati, in tali pratiche esiste una
ragione psicobiologica profonda.
L’esperienza
intrauterina del feto viene fortemente condizionata dal movimento generato
dalla camminata della madre consentendo all’embrione di strutturare la propria
capacità percettiva proprio grazie a questo tipo di esperienza.
Ecco perché
camminare a passo costante piuttosto che correre ci offrono una sensazione di
sollievo, sostegno e piacere.
Un po’ come se
il ritmo scandito dai nostri passi ci riportasse in dietro nel tempo ed esattamente
al ritmo percepito da tutto il nostro corpo relativamente al passo di nostra
madre durante la vita intra-uterina.
Un profondo legame
con l’esperienza di vita prima della nascita vera e propria, e quindi con
quelle sapere innato che ci insegna a muoverci nel mondo degli adulti e che ci
riporta alle origini della vita stessa.
giovedì 12 novembre 2020
PILLOLA DI PSICOSOMATICA: TENDINITE
Si tratta di un
processo infiammatorio che coinvolge uno o più tendini del corpo e quindi
quelle strutture che hanno il compito di tenere unite e “legate” tra loro ossa
e muscoli.
A livello
biomeccanico le cause principali sono riferibili a movimenti e a sforzi
ripetuti nel tempo o ad uno sforzo eccessivo dei muscoli.
In una chiave di
lettura psicosomatica la tendinite spesso ci parla della volontà di cambiare
una situazione ma della contestuale impossibilità di farlo a causa di mancanza
di fiducia in noi stessi.
Così come si può
riferire a difficoltà nel tagliare quel “cordone ombelicale”, quei legami, che
ci stanno ormai troppo stretti, a qualsiasi livello: amicale, affettivo,
lavorativo.
martedì 27 ottobre 2020
QUANDO LA PELLE PARLA DI TE
Rossori, pruriti e bruciori spesso sono spie di un disagio interiore.
La pelle non può
essere considerata semplicemente come un
organo “superficiale”. Nella visione psicosomatica la pelle è molto di più:
rappresenta una dimensione dove i nostri modi di essere si legano con il mondo,
dove la nostra vita dialoga con l’esterno. Ecco perché la sfera cutanea va
“letta” in più modi, scoprendo cosa significano e come vanno affrontati tutti i
disturbi che la possono affliggere. Quali sono i comportamenti che salvano la
pelle? In parte coincidono con quelli che tutelano la psiche e che ci
garantiscono un modo di vivere più immediato e vitale, meno filtrato. Se è la
pelle l’organo bersaglio di tensioni e stress è meglio “farsela amica” e,
anziché combattere i suoi disturbi solo con pomate e farmaci, imparare a decodificare i suoi segnali. Relazionarsi
con il mondo esterno in modo più naturale è la condizione indispensabile per guarire
dalle malattie cutanee.
Ecco in concreto
gli atteggiamenti che ci possono aiutare:
L’eccesso di
diplomazia che fa male alla pelle
Chi soffre di
malattie della pelle spesso, per evitare di esporsi nelle relazioni sociali,
ricorre al silenzio e alla diplomazia. Anziché aiutarlo, però, queste due
modalità danno di lui un’immagine falsa favorendo equivoci e fraintendimenti.
Involontariamente si sviluppano relazioni in cui si finisce intrappolati oppure
si fa fatica a stabilire una vera intimità. L’eccesso di diplomazia inoltre
impedisce di difendersi da ciò che non piace. Il non detto si accumula fino a
riversarsi sulla pelle, che si incarica di manifestare l’irritazione.
Metti i tuoi
paletti, quando serve
Viviamo in una
società a impronta fortemente individualista e competitiva, in questo clima
siamo continuamente costretti a definire i nostri confini e talvolta a
difenderli. Chi è particolarmente sensibile a questo aspetto avrà ottime
possibilità di esprimere il suo disagio attraverso la pelle. Ma quando serve
mettere paletti? Ad esempio in tutte quelle situazioni nelle quali non è chiara
l’attribuzione di compiti e ruoli: di solito capita al lavoro, per cui ci si
può ritrovare a fare ciò che competerebbe a qualcun altro (o semplicemente che
non ci spetta) oppure a dovere difendere la vita privata dall’intrusione
dell’attività lavorativa. Stabilisci con chiarezza quello che ti compete e
quello che ti è dovuto, poi sii deciso e fermo: un “no” secco convince e fa
bene…alla pelle!
Segui le
sensazioni a “pelle”
“A pelle direi
che”…Quante volte capita di dirlo? Tante….Ma quante volte capita di dare
seguito o credibilità a ciò che la pelle, ossia una sensibilità innata e
istintiva, ti suggerisce? Poche purtroppo, perché siamo abituati a diffidare di
ciò che non ha fondamento razionale. Si tratta di un errore: se lo facessimo
eviteremo di commettere molti dei passi falsi che “costringono” la pelle a
ricorrere alle maniere forti (attraverso somatizzazioni e disturbi veri e
propri). Dai più ascolto alle sensazioni di apertura, chiusura, calore,
freddezza, alle attrazioni e alle repulsioni apparentemente immotivate: vedrai
che quello che hai percepito non era sbagliato.
Accogli
incertezza e cambiamento
Le situazioni e
i momenti di passaggio sono spesso periodi di “muta psicologica” che trovano il
loro corrispettivo nella pelle che manifesta, ad esempio, attraverso la
psoriasi o l’acne la difficoltà ad abbandonare la vecchia realtà per lasciarne
emergere una nuova. Nei momenti di transizione ciò che più ci turba è l’incertezza,
l’incapacità di definire in modo chiaro le cose e di sapere cosa ci aspetta:
poiché una dose di ambivalenza accompagna tutti i cambiamenti, anche quelli in
meglio, tanto vale imparare ad accettarli, evitando alla pelle di soffrire.
Tutte le volte che ti capita di avvertire sentimenti contrastanti,
incompatibili o quasi, non costringerti a prendere una decisione, o ad assumere
una posizione decisa... lascia che convivano attrazione e repulsione, distacco
e coinvolgimento. Osservali e basta. Tutto si chiarirà, a suo tempo, senza
sforzi e inutili sofferenze.
Usa la pelle
come cartina tornasole
Anche quando non
manifesta disturbi evidenti, l’aspetto della pelle cambia continuamente: può
essere pallida, arrossata, grassa o secca, spenta o luminosa. Imparare a
osservarsi è una pratica che aiuta anche a guardarsi dentro. Nei periodi in cui
siamo affaticati, ad esempio, la pelle è stanca e spenta, quando l’umore è
triste diventiamo pallidi. Se a mancare è la dolcezza, la pelle si fa secca e
sgradevole al tatto. Prenditene cura tutti i giorni, dopo il bagno o la doccia,
abituati a massaggiare delicatamente tutto il corpo con un velo di crema
emolliente. Massaggiarsi aiuta a conoscere il proprio corpo e ad avvertirne i
cambiamenti. Se poi compaiono sulla pelle all’improvviso eczemi o dermatite, o
quando si aggravano i soliti disturbi, prova a far caso al tuo umore o a cosa
sta succedendo nella tua vita.
giovedì 22 ottobre 2020
PILLOLA DI PSICOSOMATICA: I DOLORI ALLE GINOCCHIA
Il ginocchio è
una delle articolazioni maggiormente sottoposte agli sforzi continui derivati
da ogni tipo movimento.
Esiste quindi un
evidente analogia tra la funzione dell’articolazione ginocchio e la capacità
della persona di adattarsi ai diversi tipi di situazioni gravose gli possano
capitare.
Una sofferenza a
quest'articolazione può quindi parlarci di un conflitto riguardo la volontà di
non piegarsi a quello che le altre persone ci chiedono o alle diverse
situazioni della vita.
Il dolore può
nascere sia da un eccesso di accondiscendenza alle pressioni esterne (ci
pieghiamo “troppo”, per non deludere gli altri), che dal tentativo estremo di
non piegarsi, opponendo una strenua resistenza.
Soggetti che
tendenzialmente non amano lasciarsi andare; persone ipercontrollate e per
niente flessibili.
Un eccesso di
rigidità mentale che crea una serie di pensieri che vanno a loro volta ad
influire su tutto il corpo, ma che trovano il loro bersaglio principale nelle
ginocchia.
DA UN RACCONTO DI NORA WEEKS, ASSISTENTE DEL DOTTOR BACH.
Il dottor Bach,
nel 1933 a Cromer, una stazione balneare sulla costa orientale inglese, preparò
un rimedio di soccorso (in inglese: rescue remedy) miscelando tre rimedi:
Impatiens, Clematis, Rock Rose.
Lo portò sempre
con sé per poterlo usare in caso di incidenti, eventi traumatici, stati di
incoscienza, panico.
In quel periodo
non aveva ancora scoperto Cherry Plum e Star of Bethlehem che avrebbe successivamente
aggiunto al Rimedio di Soccorso.
Nel dicembre
dello stesso anno una terribile tempesta scoppiò in mare.
Furono inviati i
soccorsi per salvare due pescatori che si trovavano su una chiatta. Passarono
cinque ore prima che le sciapluppe di salvataggio riuscissero a salpare, per
via del mare agitato.
Uno dei
pescatori si era legato all'albero, aveva la schiuma alla bocca, delirava, era
disperato e quasi congelato, tanto che i soccorritori temevano per la sua vita.
Il pescatore fu portato in una casa vicina alla spiaggia, Bach gli inumidì
ripetutamente le labbra con il Rimedio di Soccorso.
Prima ancora di
venire svestito e avvolto in calde coperte, l'uomo si mise a sedere e chiese
una sigaretta; fu poi trasportato in ospedale e dopo pochi giorni di riposo si
riprese completamente da quella terribile esperienza.
martedì 13 ottobre 2020
L'AUTUNNO: IL POLMONE E L'ALBERO RESPIRATORIO
Ecco perché
nella stagione autunnale sono frequenti raffreddori, mal di gola, faringiti,
tracheiti, ed in alcuni casi bronchiti e polmoniti.
La natura viene
in nostro soccorso con due rimedi estremamente efficaci.
L’oligoelemento
Rame, antinfiammatorio per eccellenza, è il primo tra questi. Se ne assumono 2
fiale al giorno sotto la lingua a bocca pulita: la mattina a digiuno e mezz’ora prima di cena
All’oligoelemento, per potenziarne l’azione, possiamo associare il Gemmoderivato RIBES NERO, un’erba dall’azione simil – cortisonica e antinfiammatoria paragonabile a quella dei FANS, ma totalmente priva di effetti collaterali, così dolce da poter essere somministrata anche ai bambini piccoli. Si utilizza il macerato glicerico, 50 gocce due volte al giorno (alle 8,00 e alle 15,00) diluite in poca acqua. L’unica accortezza da usare riguarda il Ribes Nero, dal momento che il suo utilizzo può alterare leggermente la pressione e va quindi assunto con cautela e attenzione dai soggetti che soffrono di grave ipertensione.
venerdì 9 ottobre 2020
ANSIA E STRESS
Passiamo in rassegna alcuni rimedi naturali che possono essere di grande supporto relativamente a
stati d’ansia o in periodi di particolare stress
Se si parla di
stress mentale mettere in camera da letto in un diffusore 5 gocce di o.e. di
sandalo e 5 gocce di o.e. di gelsomino
(agiscono sul sistema nervoso). Stendersi e aspirare le essenze benefiche per
almeno 10 minuti.
Se invece lo
stress è fisico diffondere 5 gocce di o.e. di pino (balsamico) e 5 gocce di
o.e. di vetiver (tonificante).
Fitoterapia
In caso di ansia
o stress che generano palpitazioni ed extrasistoli, il BIANCOSPINO è il rimedio
d’elezione. Si può assumere sotto forma di tisana mettendo in infusione 1
cucchiaio raso di fiori e foglie in 1 tazza di acqua bollente per circa 10
minuti. Si assume due volte al giorno, per circa 6 settimane.
Oppure in
farmacia ed in erboristeria si può trovare sia in Tintura madre che come
Macerato glicerico.
Oligoterapia
Manganese –
cobalto: 1 fiala al di per 10 giorni fatta assorbire sotto la lingua la mattina
a digiuno a bocca pulita. Poi continuare con 1 dose 3 volte settimana per
lunghi periodi di tempo.
Gemmoterapia:
Tilia Tormentose
Macerato Glicerico. 20-40 gocce 3 volte al di
giovedì 8 ottobre 2020
PILLOLA DI BIOENERGETICA: REICH E LOWEN
Wilhelm Reich, neuropsichiatra austriaco allievo di Sigmund
Freud, affermava che ogni tensione muscolare contiene la storia e il
significato della sua origine.
Fin dall’infanzia, ogni esperienza negativa così come ogni pulsione
repressa, a livello somatico si trasforma in un irrigidimento.
Reich rielaborò le scoperte che il suo maestro, Sigmund
Freud, fece riguardo la psicoanalisi della sessualità e delle nevrosi
sviluppando il tema dell’energia orgonica. Un tipo di energia vitale che
naturalmente dovrebbe scorrere senza blocchi lungo tutto il corpo e che trova
la sua massima espressione nella sessualità.
Se questo non avviene a causa di pressioni interne o
esterne, e quindi se questa energia viene repressa od ostacolata scenderanno in
campo forme di angoscia, inibizioni e blocchi.
La somatizzazione di queste tensioni, che Reich definisce
“blocchi energetici”, andranno nel corso del tempo a formare la cosiddetta
“corazza caratteriale”, una specie di armatura che limita i nostri sentimenti e
la nostra libera espressione.
La corazza caratteriale e muscolare, costruita quindi per
evitare il dolore, finisce per impedire alla persona di provare piacere
portandola in un grande “non sentire”.
Quando nel nostro corpo compaiono troppe nelle quali
l’energia non fluisce liberamente, il corpo stesso, finisce per diventare
debole e vulnerabile.
Se l’energia è bloccata, se a causa di questi blocchi essa
non può fluire liberamente, diventa stagnante, distruttiva e può essere essa
stessa causa di maggiore esposizione alle malattie.
I sette Segmenti Corporei
Wilhelm Reich suddivise il corpo umano in sette segmenti
corporei.
1. segmento oculare;
2. segmento orale;
3. segmento cervicale;
4. segmento toracico;
5. segmento diaframmatico;
6. segmento addominale;
7. segmento pelvico.
In ognuno di essi l’energia si potrebbe bloccare e,
analizzando ognuno di questi segmenti, è possibile decodificare i messaggi che
il corpo sta inviando.
Segmento oculare: in questo segmento è contenuto il
cervello, deputato al coordinamento delle funzioni vitali. In caso di blocco
dell’energia vitale si evidenzia uno sguardo vuoto, fisso, spento.
Segmento orale: collegato alla muscolatura della bocca,
della gola e della lingua. In caso di blocco dell’energia vitale si evidenziano
emozioni collegate al pianto e alla rabbia.
Segmento cervicale: comprende il collo e, come dice il nome
stesso, la cervicale ed è la zona principe di tensioni muscolari importanti In
caso di blocco dell’energia vitale.
Segmento toracico: comprende i muscoli del petto, delle
spalle e gli intercostali. In caso di blocco dell’energia vitale si evidenziano
blocchi emozionali che portano a loro volta ad un blocco della respirazione e
delle emozioni.
Segmento diaframmatico: segmento cardine, posto esattamente
a metà del nostro corpo. Comprende stomaco, fegato e plesso solare. In caso di
blocco dell’energia vitale si evidenziano blocchi nella respirazione
Segmento addominale: posto nella muscolatura addominale, è
il nostro terzo chakra. In caso di blocco dell’energia vitale vengono
trattenute le emozioni più profonde e viscerali.
Segmento pelvico: il blocco di questa parte del nostro
corpo, relativa agli organi genitali, che irrigidisce il bacino ed impedisce lo
scorrimento delle energie sessuali, è spesso collegato e/o accompagnato a
patologie sessuali.
Il discepolo di Reich, Alexander Lowen, proseguendo gli
studi di Reich elaborò la sua opera primaria ”Analisi Bioenergetica”, una
tecnica a mediazione corporea che, attraverso tecniche respiratorie ed esercizi
fisici associati ad un’attenta analisi della psiche e del carattere della
persona, aiuta la persona stessa a sciogliere quei “blocchi energetici”
creatisi somatizzando le tensioni croniche. Contestualmente va a ricreare la
carica energetica necessaria per costruire quell’unità mentecorpo
indispensabile per il benessere della persona consentendole
di sperimentare il piacere è la gioia.
Per Lowen il pianto è il primo meccanismo di liberazione,
potremmo dire di "scarcerazione" del corpo umano dal momento che
aiuta a liberare la tensione, trasformandola in lacrime.
Il pianto è anche un arrendersi al corpo e un permettere al
processo di guarigione di instaurarsi.
PILLOLA FLOREALE. LARCH (Larix Decidua): IL FIORE PER LO SCORAGGIAMENTO
Edward Bach, parlando di Larch afferma:
" Per quelli che non considerano se stessi abili o capaci quanto chi sta loro intorno, sono convinti di fallire, di non avere mai successo, e così non fanno neppure un tentativo o non lo fanno con sufficiente convinzione."
(E. Bach "I dodici guaritori e altri rimedi")
È quindi uno dei fiori più importanti per chi ha la tendenza a rinunciare a priori alle cose e alle situazioni per mancanza di fiducia in sé stessi.
Il suo utilizzo aiuta la persona ad avere più fiducia in se’ stessa e ad acquisire la consapevolezza di valutare con obiettività sia le sue capacità che i suoi limiti.
Sarà pertanto di grande aiuto per quei soggetti che tendono a rinunciare a priori ad ogni tipo di esperienza causa mancanza di autostima.
ARTIGLIO DEL DIAVOLO: L’ANTINFIAMMATORIO PER ECCELLENZA DELLA MEDICINA NATURALE
L’artiglio del diavolo ha diverse proprietà. La pianta viene sfruttata in medicina per la sua radice, che è composta da antinfiammatori naturali: si tratta di glucoiridoidi. Viene usata per curare malattie difficili come l’artrite reumatoide, i reumatismi in generale, la tendinite, la lombalgia, l’artrosi e tutte le malattie di origine reumatica. Il tutto è possibile grazie ai principi attivi che essa contiene. Tra questi ci sono i fitosteroli e i flavonoidi, che determinano un’attività antinfiammatoria e analgesica.
A cosa serve
L’artiglio del diavolo è impiegato da molto tempo
soprattutto nella medicina tradizionale dei popoli sudafricani per curare i
problemi che interessano il sistema osteo-articolare. La radice della pianta si
è dimostrata efficace soprattutto in quelle situazioni che provocano dolore e
infiammazione.
Ecco perché viene ampiamente utilizzata nel trattamento del
mal di schiena, delle tendiniti, del mal di testa da artrosi cervicale, della
sciatica, dell’artrite, dell’artrosi e delle contusioni.
Non bisogna dimenticare che la pianta in questione ha anche
proprietà ipocolesterolemizzanti e ipouricemizzanti. Tutto ciò la rende utile
anche in caso di gotta. Queste azioni sono dovute anche alla presenza di molti
principi amari, che sono in grado di stimolare la produzione di succhi gastrici
e della bile.
Il suo uso è diffuso ampiamente e ben noto anche nel mondo
dello sport, dove i disagi causati dalle malattie reumatiche sono vissuti in
contemporanea all’impossibilità di assumere certe categorie di farmaci, considerati
dopanti, che possono essere sostituiti da medicinali di origine naturale, come
appunto i derivati di questa pianta. Può essere impiegata come antispastico per
i dolori mestruali e per i dolori intestinali di origine nervosa.
Come usarlo
L’artiglio del diavolo si assume di solito per via orale. Si
usa l’estratto secco, che viene ottenuto dalla radice della pianta. Il dosaggio
medio, come è stato dimostrato da diversi studi, è compreso tra 600 e 1200 mg
al giorno.
L’effetto si manifesta nel giro di 7 o 8 giorni e raggiunge
l’apice dopo circa 30 giorni, restando stabile nel corso del tempo.
L’artiglio del diavolo si trova anche sotto forma di
estratto acquoso e tintura madre. Ci sono anche capsule o compresse e sono
disponibili pomate e gel, da usare soprattutto nel caso di infiammazioni
articolari. La pomata e la crema sono per un uso topico.
Controindicazioni
E’ bene ricordare che l’uso di questa erba officinale è
controindicato in caso di gastrite, ulcere gastriche o duodenali. Inoltre non
andrebbe usata quando si assumono degli altri antinfiammatori, perché
potenzierebbe in maniera eccessiva gli effetti dei farmaci, compresi quelli
indesiderati.
Gli effetti sgradevoli più comuni consistono nella nausea e
nel mal di stomaco, mentre raramente si manifestano dolori addominali e
diarrea. E’ bene assumerla a stomaco pieno e non va usata al di sotto dei due
anni, in gravidanza e nel corso dell’allattamento
CONSCIO, INCONSCIO E ....... DESTINO
Oltre l’80% dei nostri comportamenti, delle nostre attività
mentali, delle decisioni che prendiamo ogni giorno, dei pensieri che facciamo e
delle emozioni che proviamo, sono il risultato di processi automatici e
immediati che si svolgono al di sotto della nostra coscienza.
In poche parole sono frutto di quella misteriosa parte della
nostra psiche che prende il nome di inconscio
La più recenti ricerche nell'ambito della psicologica e
delle neuroscienze ci parlano quindi una natura tutt'altro che razionale e
cosciente della mente umana.
Questo significa che a determinare la nostra vita, la
conoscenza che abbiamo di noi, degli altri e del mondo, sono in gran parte
schemi di pensiero automatici, condizionamenti, esperienze passate,
suggestioni, ricordi, simpatie, antipatie, aspettative, bisogni, pregiudizi.
Tutte situazioni di cui siamo poco o per nulla coscienti.
Alla luce di queste considerazioni, continuare a ritenere
che l'essere umano sia per natura 'razionale' e 'cosciente di sé' è chiaramente
una mera 'illusione'.
Una vera e propria rivoluzione culturale per il mondo
occidentale, centrato sul culto dell'io, della scienza, della logica
causa-effetto, della razionalità e della logica ordinaria.
Per altro, quel gran genio di Carl Gustav Jung, ci parlava di
queste cose circa un secolo fa, quando raccomandava: “Rendi cosciente
l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo
chiamerai destino”.
martedì 22 settembre 2020
Il Counseling: un grande alleato del Naturopata
Uno degli strumenti più potenti a disposizione di un Naturopata per accogliere e accompagnare chi si rivolge a lui, è la relazione.
E quando si parla di relazione non si può non parlare di Counseling.
Il Counseling, indica un'attività professionale che tende ad orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità del cliente, promuovendone atteggiamenti attivi, propositivi e stimolando le capacità di scelta.
Si occupa di problemi non specifici (prendere decisioni, miglioramento delle relazioni interpersonali) e contestualmente circoscritti (famiglia, lavoro, scuola).
La prima attestazione dell'uso del termine Counseling per indicare un'attività rivolta a problemi sociali o psicologici risale al 1908 da parte di Frank Parsons.
Nel 1951 la parola Counseling è usata da Carl R. Rogers per indicare una relazione nella quale il cliente è assistito nelle proprie difficoltà senza rinunciare alla libertà di scelta e alla propria responsabilità.
L'attività di Counseling è svolta da un Counselor, un professionista in grado di aiutare un interlocutore in problematiche personali e private. In base al bagaglio di abilità possedute, le competenze proprie all'attività di Counseling possono essere presenti nell'attività di diverse figure professionali quali psicologi, medici, assistenti e operatori sociali, educatori professionali e come già detto Naturopati.
Essa è finalizzata a «consentire ad un individuo una visione realistica di sé e dell'ambiente sociale in cui si trova ad operare, in modo da poter meglio affrontare le scelte relative alla professione, al matrimonio, alla gestione dei rapporti interpersonali, con la riduzione al minimo della conflittualità dovuta a fattori soggettivi», ed è inoltre «un'attività di competenza relazionale che utilizza mezzi comunicazionali per agevolare l'autoconoscenza di se stessi attraverso la consapevolezza e lo sviluppo ottimale delle risorse personali, per migliorare il proprio stile di vita in maniera più soddisfacente e creativo».
lunedì 21 settembre 2020
Malanni da raffreddamento e rimedi naturali
A causa degli sbalzi di temperatura tipici di questo periodo dell’anno e con l’arrivo dell’energia dell’autunno i malanni da raffreddamento possono prendere facilmente piede.
La straordinaria farmacia della natura può essere una nostra grande alleata per aiutarci in questi casi è recuperare rapidamente la migliore energia assumendo fin dai primi sintomi, e per un paio di volte al giorno, una tisana tra quelle che ti propongo:
Rosa canina
È indicata in presenza di mal di testa, tosse e bronchite; metti un cucchiaino di bacche essicate in una tazza di acqua calda. Lascia in infusione per 10 minuti, quindi filtra e bevine 2 tazze al giorno.
Salice
Questa tisana è ottima quando in caso di febbre alta e dolori articolari e/o muscolari; metti un cucchiaino di scorza essicata in una tazza di acqua calda. Lascia in infusione per 5 minuti, quindi filtra e bevi alla sera. Attenzione: il salice è controindicato a chi è già allergico all'aspirina.
Sambuco
Ottima in presenza di febbre e catarro; metti un cucchiaino di fiori in una tazza di acqua calda. Lascia in infusione per 10 minuti, quindi filtra e bevine 2 tazze al giorno.
A queste tisane possiamo associare due oligoelementi straordinari da questo punto di vista: Rame e Oro, antinfiammatori per eccellenza
Rame: è efficace nelle manifestazioni infettive e infiammatorie acute. Al comparire dei primi sintomi, spesso ne limita l'evoluzione già in 24 o 48 ore. Assumine 2-3 fiale al giorno per 10 giorni. Scegli il rame soprattutto in caso di mal di gola. L’oligoelemento (liquido) va messo sotto la lingua e tenuto in bocca un minuto prima di deglutire.
Oro: è antinfettivo e antinfiammatorio. Assumi 1-2 fiale al dì e prosegui il trattamento per una settimana. Va preferito al rame se il sintomo dominante è la stanchezza.
Prosegui l’assunzione sia della tisana che dell’oligoelemento fino alla completa scomparsa dei sintomi
Profumarsi con gli oli essenziali
Sono sempre più le persone che, per profumarsi, preferiscono ricorrere al profumo degli oli essenziali piuttosto che a quello dei tradizionali cosmetici.
Tra le innumerevoli proprietà di quel vero e proprio dono della natura che risponde al nome di olio essenziale vi è infatti la possibilità di profumarsi con una materia viva, facendoci quindi accompagnare in ogni momento delle nostre giornate dalle vibrazioni, dall’energia e dal messaggio che ciascuna pianta porta con se’. Esattamente come facciamo con abiti, calzature, collane, braccialetti e con tutto ciò che ci è più caro e che ci fa star bene.
Gli oli essenziali puri al 100% sono composti soltanto da estratti della pianta e non contengono alcuna sostanza chimica, di sintesi, neppure quelle di fissaggio. Pertanto la loro persistenza sulla nostra pelle dipende esclusivamente dal tipo di pianta, secondo una categorizzazione delle piante stesse in base alle loro “note aromatiche”
Tale classificazione ci parla di: note di Base, note di Cuore e note di Testa.
- le note di testa sono quelle più volatili, che tendono a svanire più velocemente: Limone, Mandarino, Arancio e la maggior parte degli agrumi.
- le note di cuore sono quelle mediamente persistenti e sono profumi pieni e avvolgenti: Lavanda, Ylang Ylang, Gelsomino, Rosa.
- le note di base (o di fondo) sono quelle più persistenti e che ci accompagnano per più tempo: Patchouli, Cannella, Incenso
Sarà quindi possibile scegliere il profumo da “indossare” in relazione ai nostri gusti olfattivi, al tipo di giornata che dovremo affrontare e per quanto tempo desidereremo continuare a sentire il profumo che abbiamo scelto.
L’intelligenza delle piante
Le piante riconoscono i parenti, sanno contare, prendono decisioni:
Lo studio dell'Università di Padova
Secondo i ricercatori italiani, i vegetali pur non essendo dotati di organo cerebrale sono in grado di adempiere funzioni cognitive
Le specie vegetali sono in grado di compiere astrazioni, di riconoscere i propri parenti, di prendere decisioni e persino contare. A rivelarlo una serie di studi pubblicati sulle riviste Journal of Comparative Psychology, Nature-Scientific Reports e Psychological Bulletin & Reviews e condotti dagli esperti dell'Università di Padova, che hanno analizzato le risposte delle piante agli stimoli esterni, notando che, pur non dotate di organo cerebrale, esse sembrano in grado di adempiere funzioni cognitive.
"Sono sempre più numerose - dichiara Umberto Castiello dell'Università di Padova - le prove a sostegno delle teorie che vedono le piante in grado di rispondere in maniera complessa agli stimoli, comunicando, ricordando, decidendo e persino contando".
La "Venere acchiappamosche" Il team ha studiato, tra le altre specie, la Dionea, o "Venere acchiappamosche", che sembra in grado di contare il numero di passi compiuti dalla preda. "Abbiamo notato – sostiene il ricercatore – che la pianta intrappola la preda solo quando l’insetto la innesca due volte entro un tempo massimo di 20 secondi, il che suggerisce che le piante possono ricordare il primo segnale per un breve periodo". Secondo gli esperti le piante potrebbero aver bisogno di contare i passi delle prede per risparmiare energia e ottimizzare così le proprie risorse. "In un altro esperimento – prosegue Castiello – abbiamo dimostrato che la pianta in fiore di mimosa può ricordare di essere caduta. Abbiamo lasciato cadere la pianta da un minimo di sei fino a un massimo di 60 volte da un’altezza minima, e alla fine dell'esperimento la mimosa non ha più piegato le foglie in risposta difensiva, dopo aver compreso che non avrebbe avuto conseguenze nel cadere da quella altezza".
L’autore sottolinea che la risposta è stata osservata fino a un mese di distanza, il che dimostra l’acquisizione e l’espressione di una memoria di lunga durata. "Gli arbusti – afferma Castiello – possono riconoscere i loro parenti, tanto che rilasciano sostanze chimiche quando vengono piantati in prossimità, e questo li aiuta a scacciare i predatori. Quando le piante soffrono di mancanza d’acqua possono condividere queste informazioni con i loro vicini inviando segnali attraverso le radici". Gli esperti aggiungono che in questo modo la pianta inizia a conservare l’acqua. "La domanda che dobbiamo porci – conclude lo scienziato – non è se le piante siano o meno organismi cognitivi, ma come utilizzino le loro capacità cognitive".
L’olio Essenziale di Timo Rosso
L’olio essenziale di Timo Rosso è un vero e proprio toccasana per affrontare l’inverno e gli eventuali malesseri da raffreddamento correlati al freddo e all’umidità
l Thymus vulgaris è una pianta cespugliosa sempreverde dalle cui foglie viene estratto un potente olio essenziale che non dovrebbe mai mancare nel nostro pronto soccorso
Principali Proprietà:
* antibiotico naturale
* antibatterico, antivirale, antimicrobico
* antimicotico
* tonico e neurotonico
* digestivo
Principali indicazioni:
* purificante della pelle
* utile contro sinusiti, bronchiti, rinofaringiti e otiti
* efficace contro candida e cistiti
* molto potente contro la micosi della pelle
* purificante delle vie respiratorie
Consigli d’uso:
* Sinusiti, bronchiti, rinofaringiti e per purificare le vie respiratorie fare dei suffumigi con 1-3 gocce di o.e. diluite in un pentolino di acqua calda, o diffondere 10 gocce di o.e. nell’ambiente.
* Febbre massaggiare torace e schiena con 3-4 gocce di o.e. diluite in olio vegetale (olio di mandorle, di oliva…)
* Infezioni da candida e/o cistite semicupi (immersioni di 10 min) o anche lavaggi con acqua calda e 2-3 gocce di olio essenziale.
* Micosi della pelle applicare 1 goccia pura direttamente sulla zona interessata.
* Otite applicare 1-2 gocce pure (non diluite) dietro il padiglione auricolare.
* Rafforzare la concentrazione diffondere qualche goccia nell’ambiente attraverso un diffusore o bagnare un fazzoletto con poche gocce e annusare.
Controindicazioni:
Non presenta particolari effetti collaterali, ma come ogni olio essenziale va usato con cautela.
* Prima dell’utilizzo si consiglia sempre di effettuare un piccolo test allergico versando 1 goccia di o.e. nell’incavo del gomito, se non si hanno reazioni si può procedere con l’utilizzo.
* Assicurarsi sempre che l’o.e. sia puro e di origine biologica (trovate queste diciture sulla confezione)
* Gli oli essenziali sono un valido aiuto nella prevenzione e spesso di supporto alla cura, ma non sostituiscono i medicinali, quindi se la patologia sussiste e non migliora consultare il proprio medico.
















