venerdì 28 febbraio 2020

Da Paracelso un aiuto per la scelta di cosa mangiare. Di Filippo Vagli


Theophrastus Bombastus Von Hohenheim, detto Paracelso è stato un medico, alchimista e astrologo svizzero del 1500. Tra le sue teorie, una particolarmente interessante in ambito naturopatico è quella denominata “Teoria delle Segnature” e si basa sul fatto che tutte le cose esistenti nell’universo sono portatrici di un “segno”, di una particolarità, che manifesta e rivela le loro qualità invisibili.
Ecco che, secondo questa concezione, uno dei criteri privilegiati per la scelta dei rimedi naturali è quello dell’analogia. L’efficacia di un rimedio naturale nella cura di una malattia deriva dall’analogia e dalla corrispondenza di forma e funzione tra l’organo in disfunzione e il rimedio naturale da utilizzare.  
Questa teoria può venirci molto utile nella scelta dei cibi per il benessere dei nostri organi, anche alla luce delle evidenze scientifiche in materia, quali ad esempio:
Il pompelmo, assomiglia molto alla ghiandola mammaria: tale frutto è ricco di limonoidi, sostanze con importanti proprietà antitumorali per le cellule del seno.
La carota affettata assomiglia ad un occhio; essendo ricca di il beta-carotene aiuta a migliorare la vista ed a prevenire la cataratta
ll pomodoro assomiglia ad un cuore ed infatti è ricco di licopene, un potente antiossidante che tra le altre cose migliora la pressione sanguigna.
Le noci assomigliano ad un cervello umano: sono particolarmente ricche di Omega 3, di vitamine del gruppo B e di amminoacidi, sostanze fondamentali per il benessere del cervello
I funghi affettati assomigliano ad un orecchio: contengono importanti quantità di vitamina D, utili per mantenere l'udito in buone condizioni.
L'avocado assomiglia ad un utero e alla cervice, e impiega nove mesi a maturare. Tra le sue proprietà troviamo una serie di fitormoni utili alla prevenzione del cancro al collo dell'utero.
L’uva a grappoli assomiglia agli alveoli polmonari. L’uva contiene molecole che diminuiscono la probabilità di contrarre il tumore ai polmoni.
Il sedano assomiglia ad un osso: il sedano contiene abbondanti quantità di silicio, elemento che produce collagene, a sua volta fondamentale per mantenere l'integrità dello scheletro.
La patate dolci hanno una forma simile a quella del pancreas: contengono importanti quantità di vitamina B6, efficacie nel contrastare la diffusione del tumore al pancreas
Infine, i fagioli, molto simili ai reni, contengono sostanze in grado di coadiuvare in maniera importante la funzione renale.



lunedì 24 febbraio 2020

Fibromialgia, un aiuto dalla Biodinamica Craniosacrale



Riporto per i miei allievi e per tutti gli appassionati della materia, un interessante articolo trovato in rete, in cui vengono riportati importanti studi scientifici riguardo i benefici della Biodinamica Craniosacrale

Definizione della fibromialgia
La fibromialgia è una malattia cronica con un quadro clinico complesso. Purtroppo alcuni sintomi sono sovrapponbili anche ad altre patologie e il percorso per arrivare alla diagnosi corretta è spesso lungo. E’ caratterizzata da dolore, tensione muscolare, stanchezza e molti altri sintomi che possono variare sia nella comparsa che nell’intensità da persona a persona. L’intensità dei sintomi è variabile e nelle forme più intense questo disturbo può essere estremamente debilitante ed interferire pesantemente con le normali attività quotidiane, come aprire un barattolo o poter godere di un sonno ristoratore.
La sindrome fibromialgica non presenta alterazioni nelle analisi di laboratorio e la diagnosi dipende principalmente dai sintomi che la persona riferisce al medico curante. Purtroppo alcune persone possono considerare questi sintomi come immaginari o non importanti, e questo per un fibromialgico è molto frustrante. Nonostante ciò, negli ultimi 10 anni la fibromialgia è stata studiata e definita meglio e sono state stabilite le linee guida per la diagnosi.
Questi studi hanno dimostrato che alcuni sintomi, come il dolore muscoloscheletrico diffuso, e la presenza di specifiche aree dolenti alla digitopressione (tender points) sono presenti nei pazienti affetti da sindrome fibromialgica e non nelle persone sane, o in pazienti con altre patologie reumatiche dolorose. Queste due caratteristiche fanno da spartiacque tra i fibromialgici e altre condizioni. Gli studi svolti hanno rilevato anche la presenza di alterazioni nei mediatori chimici quali i neurotrasmettitori a livello centrale o di sostanze ormonali; alterazioni nella qualità del sonno e/o una particolare vulnerabilità dei muscoli a microtraumi ripetuti.
In effetti, la sindrome fibromialgica sembra dipendere da una alterazione delle modalità di percezione a livello del sistema nervoso centrale degli stimoli che arrivano dai nocicettori (i nocicettori sono terminazioni nervose coinvolte nella percezione del dolore e specializzate nel riconoscere stimoli in grado di produrre potenzialmente o concretamente un danno tissutale).
Non tutti i medici sono a conoscenza di tale sindrome, ma la maggior parte dei reumatologi sa come eseguire la valutazione dei tender points per arrivare ad una diagnosi di fibromialgia.
 Attualmente non esiste una cura e il trattamento della fibromialgia si concentra sulla gestione dei sintomi e sul miglioramento dello stato di salute generale.

Il medico può indicare un piano terapeutico individuale, adeguato alle necessità del singolo paziente, infatti alcuni soggetti fibromialgici presentano una sintomatologia lieve, e richiedono un trattamento altrettanto modesto, mentre altri presentano sintomi severi e richiedono un approccio terapeutico globale. La medicina convenzionale si basa sui trattamenti farmacologici per gestire sintomi come dolore, astenia, disturbi del sonno e correggere le alterazioni alla base della malattia (in particolare il deficit di serotonina). I trattamenti non farmacologici, come l’educazione del paziente, l’esercizio aerobico e la terapia cognitivo-comportamentale, possono essere d’aiuto nei miglioramenti funzionali e risultano estremamente efficaci nel modificare l’iperattività neurovegetativa presente nella fibromialgia.
Recenti studi hanno dimostrato che è possibile ottenere un migliore risultato terapeutico con la combinazione di diversi approcci multidisciplinari. In questo contesto si inserisce il contributo complementare della Biodinamica Craniosacrale. Attraverso il suo dialogo gentile con il sistema nervoso centrale lo sostiene e lo aiuta ad abbassare l’iperattività neurovegetativa, aiuta l’autoregolazione interna, il rilassamento muscolare, lavora in modo dolce e delicato, attraverso il corpo, con le tematiche legate al trauma caratteristiche di questa sindrome.

Studi su Fibromialgia e Craniosacrale
Massimo Armeni (M.F.S., D.O., ACSM-HFS, R.C.S.T., I.T.C.S.-M.R.C.S. Head of Research, Istituto Terapie Craniosacrali – ITCS) ha raccolto alcune interessanti ricerche fatte nell’ambito Craniosacrale e ce ne sono due in relazione alla fibromialgia che cito di seguito:
Terapia Craniosacrale e Dolore Cronico in soggetti affetti da Fibromialgìa: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20702514
In questo studio clinico randomizzato pubblicato sul Clinical Rehabilitation nel 2011 92 soggetti con diagnosi di fibromialgia furono sottoposti a trattamento craniosacrale per 20 settimane. Non soltanto nell’immediato ma anche ad un anno di distanza dai trattamenti i soggetti mostrarono un decremento nelle sedi del dolore (da 18 a 13 punti dolorosi) ed un netto decremento nella percezione del dolore. Questo studio indica che il trattamento craniosacrale migliora nettamente i sintomi ed il dolore in soggetti con fibromialgia anche a medio termine.
Influenza della Terapia Craniosacrale su Ansia, Depressione e Qualità di vita in pazienti Fibromialgici: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19729492
In questo trial randomizzato in cieco del 2011 pubblicato sul Evid Based Complementary and Alternative Medicine 84 pazienti fibromialgici furono trattati craniosacralmente per 25 settimane. Gli stati di ansia, depressione, insonnia e dolore cronico furono valutati a 10 minuti, 6 mesi ed 1 anno dopo i trattamenti. A distanza di 6 mesi tutti i pazienti del gruppo di intervento trattati con terapia craniosacrale avevano migliorato i sintomi clinici sopra esposti. Ciò significa che la terapia craniosacrale migliora globalmente la qualità di vita in pazienti con fibromialgia.

Recente studio avviato a Pordenone
Quelle riportate qui sopra sono ricerche del 2011. Grazie agli studi, alle esplorazioni e agli insegnamenti degli elementi di spicco di questa disciplina, il mondo della Biodinamica Craniosacrale è in costante evoluzione e sarebbe bello poter proseguire con la sperimentazione. In tal senso si sta muovendo l’Istituto Craniosacrale La Marea che il 13 giugno scorso ha presentato in una conferenza il progetto “Craniosacrale e Fibromialgia: un nuovo orientamento alla salute”.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’associazione Fibrofamily Onlus, L’Istituto CS La Marea e l’associazione Il Respiro Della Vita, a Pordenone. Hanno deciso di cooperare affinché si possa creare un progetto pilota che valuterà l’utilizzo della Biodinamica Craniosacrale come risorsa complementare per questa patologia.
La regione Friuli Venezia Giulia ha riconosciuto la fibromialgia come malattia invalidante da febbraio 2017 e sta creando un registro regionale per dare una presa in carico multidisciplinare ai pazienti e per offrire una tutela assistenziale extra-LEA, individuando anche dei canali contributivi per sostenere la ricerca.

Integrazione con la Biodinamica Craniosacrale
Uno degli elementi base della fibromialgia è il trauma. Anche se la causa di questa sindrome al momento resta sconosciuta, diversi fattori possono scatenarla. Eventi stressanti come una malattia, un lutto, un trauma fisico o psichico possono portare alle alterazioni tipiche della fibromialgia. Oppure un principale evento traumatico può essere avvenuto nell’infanzia e la sindrome invece scatenarsi in età adulta in seguito ad un evento anche lieve o dopo un periodo stressante che fa da attivatore. È comunque improbabile che la sindrome fibromialgica sia provocata da una singola causa o un singolo evento che abbia determinato l’insorgenza dei sintomi.
Questo mi ha fatto pensare alle dinamiche di un sistema nervoso in stress post-traumatico e all’approccio BCS (Biodinamica Cranio Sacrale) rispetto al trauma.
Michael Shea ha descritto molto bene quello che succede al sistema nervoso centrale di una persona traumatizzata. Cerco di riassumerlo brevemente… L’emisfero destro è olistico e globale, è connesso all’immagazzinamento delle emozioni e dei ricordi, sia felici che spaventosi (traumi e shock compresi), vive di sensazioni e immagini, ci dà la consapevolezza corporea e viscerale. L’emisfero sinistro gestisce la traduzione in schemi, simboli, significati verbali e ordini logici delle informazioni globali dell’emisfero destro. In sostanza “mette in ordine” gli input del destro e dà un senso all’esperienza, ci permette di raccontarla e di comprendere attraverso il ragionamento.
Nelle persone traumatizzate si è rilevata una diminuzione del metabolismo basale nell’attività dell’emisfero sinistro. La funzione dell’emisfero sinistro è scollegata per il 20-30% quando non è sotto stress, arrivando a scollegarsi fino all’80% sotto stress. I due emisferi si dissociano e non lavorano insieme nell’autoregolazione. Per questo motivo quando viviamo situazioni traumatizzanti ci sentiamo isolati, confusi e incapaci di esprimere le nostre sensazioni.
Dopo il trauma iniziale (se non viene risolto e rilasciato) l’emisfero destro resta costantemente sopratono, sensibilissimo agli stimoli della paura, il sistema nervoso autonomo non è più in grado di funzionare correttamente nel bilanciamento tra simpatico e parasimpatico, generando un’iperattività di entrambi, e così ad una persona traumatizzata basterà anche un piccolo stress per attivare una risposta corporea eccessiva.
Quando il SNA (o neurovegetativo) è sovraccarico induce squilibri nella produzione di cortisolo, che altera la risposta del sistema immunitario e innesca uno stato di infiammazione cronica del corpo. L’intero sistema è irritato subclinicamente in modo costante per lo stress accumulato e può esplodere con un evento anche di minimo stress.
In particolare, nello stress post-traumatico, c’è uno spostamento da una percezione di pericolo esterno ad una percezione di pericolo su base interna e il corpo comincia a combattere sé stesso innescando malattie autoimmuni (per questo si dice che la base delle malattie autoimmuni è un’errata percezione del pericolo).

Detto questo, torniamo al nostro caro emisfero destro e a quello che succede in una sessione Biodinamica Cranio Sacrale. Lo spazio della sessione BCS è uno spazio particolare, sostenuto dalla qualità che in meditazione si definisce “presenza”. L’operatore è orientato all’ascolto (di sé e del cliente), alla neutralità, è non giudicante e accogliente, ha il cuore aperto a ricevere la totalità della persona, è un testimone del lavoro della Salute, e il contatto è delicato, gentile, mediato e concordato. Questo permette al ricevente di sentirsi in un ambiente protetto, in una relazione rispettosa, di sentirsi ascoltato. E’ uno spazio altamente salutare per il sistema nervoso centrale. Anatomicamente ha a che fare con tutta quell’area del cervello emotivo, in stretta relazione con i ventricoli, che regola anche l’attività del sistema neurovegetativo. Grazie alle capacità di quiete, silenzio ed equanimità, l’operatore aiuta il sistema nervoso autonomo del cliente ad abbassare il livello di attività, a rallentare, ad accedere a quegli spazi di quiete in cui riesce a riorganizzarsi. Il sistema riesce a riorientarsi alle forze che sostengono e organizzano costantemente la vita.

Una cosa da ricordare è che gli esseri umani comunicano tra loro principalmente attraverso l’emisfero destro. La comunicazione non verbale, le microespressioni, il contenuto emotivo, vengono colti in modo estremamente rapido e preciso dall’emisfero destro.
Quando l’operatore lavora, attraverso il contatto (la pelle deriva dall’ectoderma come il sistema nervoso) il suo emisfero destro si collega con l’emisfero destro della persona che riceve la sessione e ne ricrea le sensazioni, sottoforma di rete neurale, all’interno del proprio corpo. Come dicevamo, nel trauma l’emisfero sinistro è in difficoltà. In sessione l’operatore funziona come un surrogato dell’emisfero sinistro per il cliente. Lo fa attraverso il dialogo, attraverso la propria autoregolazione e orientandosi alle Quiete, usando il pendolamento tra attivazione e risorsa. Allo stesso tempo osserva come testimone neutrale le sensazioni che riceve dall’emisfero destro. Sintonizzandosi con la Quiete e la Potenza del Respiro della Vita anche il sistema del cliente si riconnette con la Respirazione Primaria ritrovando così le risorse per l’integrazione della memoria traumatica.

Esperienza personale
A queste considerazioni posso aggiungere una convalida personale. Si tratta di una piccola esperienza perché si basa solo su tre casi. L’andamento delle sessioni e i risultati che abbiamo rilevato, io e queste tre persone, sono conformi alle ricerche fatte integrando la BCS con la terapia medica e comportamentale. Un netto miglioramento nello stato medio del dolore (non del picco) è stato riferito dopo circa 6-8 sessioni a cadenza settimanale. Dopo di ché, nei due casi più lievi, è stato possibile diradare le sessioni in quanto i picchi di dolore sono diventati sporadici. Mentre nel caso della persona con la fibromialgia più invalidante le sessioni sono tutt’ora a cadenza settimanale, con un risultato (comprendendo la concomitante terapia medica e comportamentale) di vita quasi normale per metà settimana e poi il dolore si riacutizza, ma il percorso è iniziato da poco e vedremo man mano come procede.

martedì 18 febbraio 2020

Diversi studi dimostrano gli effetti positivi del massaggio contro l'insonnia


Non c'è nulla che riesca a ritemprare e a rinvigorire il corpo più di una notte di sonno profondo. Ignorare o cercare di sopportare l'insonnia è come guidare la macchina ogni giorno, senza mai sostituire l'olio: prima o poi, il motore fonderà.
Un buon sonno ristoratore aiuta a:
ridurre la pressione sanguigna;
migliorare l'afflusso di sangue ai muscoli;
riparare organi interni e tessuti;
favorire il buon funzionamento di ormoni molto importanti;
mantiene giovani;
migliora l'attenzione e la memoria.
Inoltre, una buona qualità del sonno e dei bei sogni riescono a ripristinare l'energia mentale, perché consentono il riaffiorare di svariate emozioni, consentendone un'elaborazione consapevole.
I ricercatori hanno dimostrato che un massaggio è in grado di favorire un sano riposo per:
persone di tutte le età, dai neonati agli anziani;
pazienti affetti da malattie gravi;
convalescenti dopo un intervento chirurgico;
persone con dolori articolari e muscolari;
chi soffre di emicrania;
persone con problemi di ansia e depressione.
Gli studi dimostrano che un'ora di massaggio apporta gli stessi effetti positivi di una notte di riposo. Un team della "Touch School Institute della University of Miami School of Medicine" ha rilevato che donne incinte, dopo un ciclo di massaggio di cinque settimane, hanno riportato un miglioramento della qualità del sonno (oltre agli ad numerosi benefici). Con solo due sessioni di 20 minuti a settimana, erano meno ansiose, dormivano meglio e hanno dato alla luce bambini con meno complicanze post-natali.
Un altro studio del "Touch Research Institute" ha evidenziato che il massaggio è estremamente efficace a migliorare il sonno di chi soffre di dolori lombari. Un gruppo di persone affetto da lombalgia ha ricevuto due sessioni di massaggio di 30 minuti a settimana, per cinque settimane. Tutti hanno avvertito meno dolore e ansia, insieme a maggiore flessibilità e un sonno più rigenerante.
I ricercatori del Touch Research Institute hanno, inoltre, studiato un gruppo di 26 adulti che hanno ricevuto un massaggio di 15 minuti due volte a settimana, per cinque settimane (e altri 24 che si sono semplicemente rilassati su poltrone da massaggio). Oltre a molte altre misurazioni, questo team di ricerca ha effettuato degli elettroencefalogrammi ai partecipanti, all'inizio e alla fine delle cinque settimane. Coloro che hanno ricevuto massaggi hanno diminuito l'attività cerebrale nelle regioni alfa e beta. Presentavano anche meno ansia, bassi livelli di cortisolo, maggiore capacità matematiche e meno stress sul lavoro.
Le onde alfa rappresentano la frequenza cerebrale in cui il cervello è più creativo e in cui siamo più produttivi. Le onde beta indicano che si è vigili, aiutano ad essere più ricettivi e concentrati. Le persone che hanno partecipato allo studio avevano livelli più bassi di queste onde cerebrali, il che significa che avevano una proporzione maggiore delle altre onde: theta e delta.
Le prime si creano quando ci si addormenta o si sogna a occhi aperti. Le onde delta sono di supporto al sistema immunitario, di estrema importanza per il processo di guarigione, e favoriscono un riposo sincero.
"Cosa succede se la mia mente corre e io non riesco a dormire?"
Molte persone sostengono di non riuscire mai a smettere di pensare, nemmeno prima di addormentarsi. Se l'ansia e le preoccupazioni impediscono di spegnere la mente e di ottenere il sonno ristoratore di cui si ha bisogno, ecco che arriva in aiuto il massaggio: i ricercatori hanno scoperto che abbassa i livelli di ansia e depressione, consentendo alle persone di riposare meglio.
Non solo, innalza anche gli ormoni del benessere come serotonina, ossitocina e dopamina, apportando un forte senso di rilassamento.
Un massaggio invia alla mente i segnali che "va tutto bene"; questa entra in uno stato di rilassamento e di ripristino della funzione immunitaria più elevata. Quando ci si rilassa con un massaggio, il corpo si "sbarazza" di cortisolo, adrenalina e noradrenalina. Dopo aver ridotto questi livelli, ha più spazio per concentrarsi sulla guarigione e sul benessere.

lunedì 17 febbraio 2020

Bioenergetica: una straordinaria tecnica di benessere psicocorporeo


“Le tensioni muscolari croniche bloccano il libero fluire dell'eccitazione e dei sentimenti.
Esse si trovano spesso nel diaframma, nei muscoli intorno alla pelvi e nella parte superiore delle gambe.
Scaricando queste tensioni con l'aiuto di un approccio sia fisico che psicologico i soggetti cominciano a sentirsi "connessi". È il termine che usano loro stessi.
Testa, cuore e genitali − o pensiero, sentimento e sesso − non saranno più parti o funzioni separate”

A. Lowen




Artiglio del diavolo. Il rimedio naturale d’eccellenza per contrastare artrosi e dolori articolari. Di Filippo Vagli


L’Artiglio del diavolo è una pianta molto utilizzata in fitoterapia per le sue proprietà antinfiammatorie ed antidolorifiche indirizzate principalmente all’apparato osteoarticolare. Diversi studi scientifici hanno infatti dimostrato che la sua radice possiede un’ottima efficacia nel diminuire l’infiammazione in caso di tendinite, artrosi della colonna vertebrale, dell’anca, del ginocchio e dolore alla schiena, riducendo sensibilmente infiammazione e dolore. 

Botanica
Nome comune: Artiglio del Diavolo
Origine: Namibia
Parte utilizzate : radici secondarie
Costituenti principali:  2% iridoidi (arpagoside, arpagide e prucumbide), sitosterolo, Acidi triterpenici, flavonoidi
L’ Arpogofito è una pianta originaria della Namibia (Africa meridionale) e viene comunemente definita come Artiglio del diavolo sia per le sporgenze delle sue radici, che ricordano un artiglio, che grazie a racconti popolari che ci parlano di animali che camminando sulle sue radici spiccavano balzi a causa del dolore acuto provato a tal punto da apparire quasi indemoniati.

Attività principali e impiego terapeutico dell’artiglio del diavolo.
La pianta è dotata di un importante potere antinfiammatorio, antidolorifico e spasmolitico. L’utilizzo principale si indirizza verso l’infiammazione articolare dove svariati studi hanno dimostrato l’efficacia nel ridurre sensibilmente l’infiammazione relativa a tendiniti e periartriti.

Meccanismo d’azione della pianta: il perchè riduce l’infiammazione
L’ efficacia della pianta è dovuta all’azione sinergica dei numerosi principi in essa contenuti. Il sitosterolo inibisce le prostaglandinosinteasi (che è parte attiva dei processi infiammatori) così come gli iridoidi inibiscono la sintesi delle prostaglandine, conferendo alla pianta un effetto analgesico e spasmolitico. Secondo gli studi più recenti il suo meccanismo di azione è quindi collegato all’inibizione degli enzimi interessati nei meccanismi di infiammazione, che diminuisce grazie alla sintesi delle citochine, riducendo il gonfiore e migliorando il dolore.

Tossicità in effetti secondari
E’ una pianta da non utilizzare durante la gravidanza per suo effetto ossitocico (stimolante delle contrazioni della muscolatura uterina). Inoltre l’artiglio del diavolo possiede l’1% di complimenti Iridoidi, fra cui l’arpagoside, che essendo un amaro è controindicata in soggetti affetti da ulcera gastrica, gastrite, esofagite, ernia iatale in forme importanti, così come in associazione a farmaci quali FANS e cortisonici.

Forme disponibili in commercio e posologia
Estratti secchi:
Infuso: in 300 ml di acqua bollente utilizzare da 1.5 a 4.5 g di radice di Artiglio del diavolo tagliato in sottili striscioline e lasciato in infusione per otto ore a temperatura ambiente. Filtrare e bere tre volte durante la giornata. Essendo particolarmente amaro è possibile renderlo più gradevole dolcificandolo con un cucchiaino di miele
Tintura madre: seguire la posologia indicata sulla confezione


lunedì 10 febbraio 2020

I nuovi Operatori Professionali di Biodinamica Craniosacrale formati da ANAHATA, Accademia di Naturopatia Olistica


Domenica 9 febbraio 2020 si è concluso il Master 2019/2020 di Biodinamica Craniosacrale tenutosi presso Anahata – Accademia di Naturopatia Olistica – e condotto da Filippo Vagli. Al termine di tale giornata, otto Allievi hanno ricevuto il Diploma di merito di Operatorie Professionale di questa meravigliosa “arte”
La Biodinamica Craniosacrale è infatti ben più di una tecnica. E un viaggio, un vero e proprio percorso di crescita personale, la via privilegiata per far diventare piena e soddisfacente la vita di un Operatore Olistico così come delle persone che si affidano a lui.
In questo percorso ci siamo entusiasmati, divertiti, appassionati, ma anche commossi. Personalmente posso dire di aver provato profonda gratitudine e orgoglio per poter esser stato presente nell’accompagnare i miei splendidi allievi in uno straordinario viaggio attraverso i colori, le sensazioni, le percezioni, le emozioni, la vita....
Non sono mancate le risate, gli abbracci, le scoperte, ma anche qualche momento di difficoltà, di dubbio, di sconforto, così come qualche lacrimuccia...ma sempre e comunque tanta gratitudine e soddisfazione per il lavoro compiuto insieme.

EMOZIONARSI PER EMOZIONARE, con la Biodinamica Craniosacrale !!!!!











mercoledì 5 febbraio 2020

Vuoi diventare Floriterapeuta? Iscriviti al Master FIORI DI BACH di Filippo Vagli


Il Master FIORI DI BACH proposto da Filippo Vagli ha come obiettivo quello di divulgare l’utilizzo pratico dei Fiori di Bach e di formare operatori qualificati per utilizzare su sé stessi e su gli altri con assoluta padronanza questo innovativo e naturale strumento di riequilibrio emozionale con la possibilità di affrontare e risolvere piccoli e grandi disturbi psicosomatici quali ansia, stress, tristezza, rabbia, problemi relazionali, professionali, difficoltà a gestire i cambiamenti, ecc…
Il corso si rivolge sia a neofiti del settore benessere che agli operatori già qualificati in quanto in una visione olistico-psicosomatica (unione mentecorpo) l’assunzione dei fiori di Bach associata alle varie tecniche corporee rappresenta un importante catalizzatore degli effetti dei trattamenti manuali.
Il programma prevede l’insegnamento della floriterapia di Bach attraverso un metodo il più aderente possibile a quello originale di Bach, vale a dire quello utilizzato presso la Fondazione The Bach Centre, Mount Vernon Oxfordshire, Inghilterra (il luogo dove Bach nel corso degli ultimi anni di vita, portò a termine l’opera floreale che porta il suo nome). I fiori di Bach non sono “rimedi” fitoterapici, ma agenti portatori di una frequenza vibrazionale capace, come un diapason, di “riaccordare” l’analoga struttura energetica presente in ogni organismo vivente, sia esso animale o vegetale. Utilizzare pertanto i fiori come se fossero rimedi allopatici produce risultati piuttosto scadenti, dal momento che il metodo allopatico è esattamente l’opposto dello spirito con cui Edward Bach ha scoperto i suoi fiori. Ecco perché riteniamo fondamentale ripercorrere il percorso di Edward Bach al fine di capire quale funzione psicosomatica incarna ogni singolo fiore, fino a conoscere la dimensione simbolica del fiore stesso al fine di associarla alle alterazioni che la persona lamenta.
Tutto questo integrato con i più recenti contributi della ricerca scientifica di settore. In particolar modo quelli di Ricardo Orozco, medico spagnolo che dall’anno 1995 si dedica esclusivamente all’approfondimento dei Fiori del Dr. Bach nella clinica da lui fondata (Institut Anthemon SLU di Barcellona).

PROGRAMMA DEL CORSO
TEORIA
Storia di Edward Bach e del suo impianto teorico
Inquadramento della floriterapia da un punto di vista psicologico e naturopatico.
Metodologia di utilizzo dei rimedi floreali
Preparazione del “bouquet” floreale
Trattazione analitica e dettagliata dei trentanove rimedi floreali di Bach.
Il rapporto operatore - cliente e la gestione del colloquio in floriterapia.
Elementi di counseling, empatia e ascolto attivo
Struttura e caratteristiche del setting in floriterapia.
Analisi del linguaggio verbale, paraverbale e non verbale

PRATICA
Simulate di colloqui con interscambio dei ruoli per la definizione di un corretto rapporto operatore – cliente al fine di una corretta individuazione dei rimedi.
Supervisione di casi presentati sia dal docente che da partecipanti.
Sperimentazione personale dei rimedi floreali (autoprescrizione)

Se sei interessato a ricevere informazioni più dettagliate riguardo a didattica, programma e costi del Master contattami ai riferimenti che trovi nell'area CONTATTI