venerdì 26 novembre 2021

L’inverno in Medicina Tradizionale Cinese


 

LO STOMACO E LA SUA LETTURA IN CHIAVE PSICOSOMATICA

 


Lo stomaco, essendo l’organo preposto alla digestione, è quello che accoglie e “accetta” il cibo che ingeriamo. Ecco che con una trasposizione analogico – simbolica possiamo leggere in quest’organo la nostra capacità di accettare gli altri, il mondo e la vita.

Lo stomaco digerisce tre cose: COSE, PERSONE, SITUAZIONI, pertanto i disturbi che lo colpiscono possono avere a che fare con l’incapacità, la difficoltà o una vera e propria impossibilità di “digerire” e quindi accettare cose, persone o situazioni.

Dolori allo stomaco possono parlarci del tentativo di ribellarci ad una situazione che non riusciamo ad accettare perché da noi ritenuta un’ingiustizia, un torto.

Il classico bruciore di stomaco è invece legato ad una forte rabbia trattenuta e non esternata, quando ci troviamo di fronte ad una situazione che riteniamo ingiusta e che proprio per questo ci “brucia” dentro.

La nausea ed il vomito possono infine rappresentare le modalità attraverso cui il nostro corpo si fa carico di segnalare il rifiuto, il “rigetto” di un qualcosa che non siamo in grado di accettare, piuttosto che manifestazioni di disprezzo e disgusto verso qualcosa o qualcuno.


venerdì 29 ottobre 2021

I Fiori di Bach: ELM (Olmo Inglese)

 


Il fiore della leggerezza. Per chi si sente momentaneamente sommerso di responsabilità.

 Messaggio di Elm  

Non sei solo, con il mio dono sentirai l’aiuto e la gratitudine delle persone che apprezzano e sostengono le tue nobili imprese. Ora troverai l’equilibrio tra attività e passività, tra lavoro e riposo, per sostenere responsabilità e progetti.”


GINOCCHIA E CAVIGLIE: LA LETTURA PSICOSOMATICA

 


Il ginocchio è l'articolazione che permette la flessione e l'estensione della gamba consentendoci quindi di “piegarci”, di “fletterci”. Un’evidente analogia a con la nostra capacità di essere flessibili e di adattarci alle situazioni e alle persone.

Dolori alle ginocchia possono quindi parlarci di un conflitto generato da una dissonanza interna. Da un lato, la volontà di non piegarsi al volere degli altri o alle situazioni che la vita ci propone, opponendo quindi resistenza. Dall’altro, l’essere troppo accondiscendenti agli stimoli esterni con il rischio di “piegarci troppo” al volere degli altri al fine di non deluderli.

Dolori e rigidità alle ginocchia ci parlano quindi di persone che faticano terribilmente a lasciarsi andare e ad abbandonare il controllo. Soggetti tendenzialmente ipercontrollati, con un sistema di credenze piuttosto ipertrofico, rigido e per nulla flessibili.

Parlando delle caviglie dobbiamo partire dall’analisi della loro principale funzione, vale a dire il permettere rotazione e flessione del piede, movimenti che simboleggiano la capacità di adattarci ed essere flessibili riguardo ai cambiamenti di direzione, intesi come le novità che la vita ci riserva quotidianamente.

Quando questa capacità viene meno la persona si sente imbrigliata, incatenata ad una determinata situazione con la percezione di trovarsi di fronte ad un ostacolo insormontabile con le caviglie che attraverso i loro disturbi (dolori, rigidità, facilità nell’incorrere in storte) si fanno carico di esprimere questa difficoltà nel “cambiare strada” per poter andare avanti, crescere ed imboccare la via della felicità. 


giovedì 28 ottobre 2021

I FIORI DI BACH: CRAB APPLE

 



CRAB APPLE (Melo selvatico)

Il fiore per le fobie e per la purezza.

Per chi si sente sporco, nel corpo e nella mente.

 

Messaggio di Crab Apple

“Il mio dono è di farti sentire la bellezza e le luce del corpo. Adesso apprezzerai la bellezza nascosta della tua anima che farà risplendere il tuo corpo.”


martedì 26 ottobre 2021

LETTURA PSICOSOMATICA DEL TALLONE

 


Il tallone rappresenta l'estremità posteriore del piede e su di esso si scarica buona parte del peso del corpo, sia in posizione eretta che durante la deambulazione.

Un’evidente analogia con l’appoggio delle nostre aspirazioni e del nostro essere più profondo.

Ecco che in una chiave di lettura psicosomatica un dolore al tallone può trovare il suo corrispettivo psichico in soggetti che si trovano in una sorta di strada senza uscita, che stanno provando la sensazione di non trovare soluzione ai loro problemi piuttosto che nell’impossibilità di cambiare una situazione spiacevole nella quale si trovano, sia da un punto di vista materiale (economico, lavorativo) che immateriale (mondo degli aggetti e dei sentimenti).

Un po’ come se a queste persone venisse a mancare l’appoggio sotto i piedi.

Anche le modalità con cui portiamo il peso sui talloni possono raccontarci cose importanti riguardo al nostro mondo interiore

Se il nostro incedere è caratterizzato dal portare l’intero peso del corpo sui talloni, ci troviamo di fronte ad un tipo di postura che a livello psicosomatico ci parlerà di un carattere piuttosto forte, deciso, determinato. Un apparente stabilità psichica che spesso nasconde un’ansia trattenuta, nascosta, con grande fatica per chi la esprime al rilassamento e al lasciarsi andare alla propria spontaneità, con ricadute negative sulla respirazione, sullo stato della colonna vertebrale e sullo stress psicofisico generale. Tendenzialmente si tratta di persone con il passo pesante, quelli che stanno nella vita con i “piedi di piombo”. Soggetti iper-razionali, logici, concreti, affidabili, che non lasciano spazio alla benché minima fantasia e soprattutto refrattari ai cambiamenti, situazioni che possono destabilizzare il mondo perfetto che si sono creati.

Al contrario, quando ci troviamo difronte a persone che non appoggiano per nulla il peso del corpo sui talloni ma che camminano in punta dei piedi, ci troveremo facilmente di fronte a soggetti con voglia di “spiccare il volo” per scappare da una realtà che non li appaga e che spesso li angoscia. Soggetti poco radicati, con un flebile principio di realtà, grandi sognatori ad occhi aperti, introversi, con difficoltà ad instaurare rapporti concreti, reali e duraturi.

 


giovedì 22 aprile 2021

LA FILOSOFIA TAOISTA ED IL PENSIERO DI EDWARD BACH

 


Vi propongo un interessante post, scoperto in rete, relativo ai punti di contatto tra la millenaria filosofia Taoista e il pensiero del Dottor Edward Bach riguardo le emozioni primarie individuate dalla Medicina Tradizionale Cinese

1) LA GIOIA (XI): l’eccesso di gioia spesso si trasforma in fanatismo cieco e in tutte quelle forme di rigidità mentale dove l’energia individuale si impone su quella collettiva.

Tra i personaggi che Bach descrive quello che più incarna questa tensione interiore, questa motivazione nata da un ideale felice è Vervain; un personaggio è forte, coraggioso, convinto delle sue idee e vorrebbe insegnare a tutti i suoi principi.

Vervain ha un ideale di felicità che gli fa vivere tutto con entusiasmo, ma questa energia frenetica contrae il suo corpo.

E’ la frenesia del fare a tutti i costi; Bach scrisse del tipo Verbena: “Possiede l’entusiasmo e l’eccitamento tipici delle persone dotate di grande conoscenza e il desiderio struggente di infonderla a tutti, ma il suo entusiasmo può costituire un ostacolo. Questa verbena è il rimedio per gli sforzi eccessivi, ci insegna che è nell’essere piuttosto che nell’avere che si realizzano grandi cose”.

Esempio concreto: imparo la meditazione e dopo un po’ di tempo, dopo questi momenti di consapevolezza, vivo una gioia profonda.

In seguito a questa realizzazione voglio trasmettere a tutti quello che ho vissuto e per questo mio intento non ascolto più me stesso e gli altri, vivendo la frenesia della mia idea di felicità.

 

2) LA COLLERA (NU): le persone che soffrono di odio, gelosia e che spesso vanno su tutte le furie, rifiutano l’amore offerto dagli altri e combattono con violenza la loro guerra di ignoranza.

Bach aiutava questi personaggi con l’agrifoglio, il fiore che apre la porta del cuore all’amore e alla comprensione altrui.

L’essere umano può essere avvelenato dalla rabbia per vari motivi:

a) non comprende e non accetta la diversità nelle altre persone; pretende sempre che la sua idea di perfezione sia praticata da tutti - personaggio Beech;

b) si sente frustrato, amareggiato perchè la vita con lui non è stata gentile, mentre dal suo punto di vista per gli altri l’esistenza è stata una passeggiata. Per questo motivo si sente maltrattato dal destino e si lamenta in un silenzioso borbottio che arresta la sua reale natura - personaggio Willow. Edward Bach pensava alla rabbia come a degli occhiali scuri che la persona comprava al mercatino delle bugie.

La vita e tutte le altre persone viste attraverso queste lenti apparivano ostili, cattive, pronte al peggio. La rabbia, come anche ogni altra mancanza di amore, nasce dalla nostra incapacità di vedere la realtà per quello che è realmente; nasce dalla nostra ignoranza, dal nostro non capire il dolore altrui, infine dalla nostra solitudine interiore.

Nella psicologia buddhista si dice: “Quando qualcuno ti ferisce è solo perchè sta soffrendo, non giudicarlo ma aiutalo e aiuterai anche te stesso!”.

La luce dell’amore risplende in questa bellissima affermazione di Bach: “L’ultima di tutte le conquiste avverrà attraverso l’amore e la gentilezza; quando avremo sviluppato a sufficienza queste due qualità niente ci potrà assalire, perchè avremo sempre compassione e non offriremo resistenza”.

 

3) LA PREOCCUPAZIONE (YOU): immaginiamo di essere ad una festa, i nostri occhi guardano ogni cosa con estrema attenzione, la nostra mente percepisce i pensieri altrui. Le mani si muovono nella luce, le parole, i gesti e i colori creano un fantasma di sensazioni; il fantasma danza e produce una potente vibrazione che ci trasmette l’essenza delle persone.

A questa festa ci sono due persone preoccupate: vediamole in particolare. Giovanni racconta a tutti molte barzellette, appare molto sereno, abbraccia tutti, danza con le donne più belle; insomma dà tono alla festa e per sostenere questo suo ritmo beve molto.

Giovanni forse non ne è consapevole, ma il suo problema più profondo è l’incapacità di essere sincero con sè stesso, è la paura di affrontare l’ombra di sé, è l’incapacità di ammettere che esistono conflitti, preoccupazioni tali che lo sfigurano, che bruciano le lacrime mai espresse, che urlano un gioco di falsità da lui recitato per paura della sofferenza.

Giovanni è l’attore principale di un gioco solitario da lui creato per il mondo, per il quieto vivere; ma la sua realtà interiore non gioca affatto, lo tortura, gli ruba il sonno e la gioia di vivere.

Questa persona dovrebbe imparare la lezione dell’Agrimonia, dovrebbe affrontare la propria ansia per trasformarla nella luce calda emessa da Agrimony, dalla sua pace.

C’è qualcuno in questa festa che non riesce a stare solo neanche un istante; è il personaggio Erica che a causa del suo egocentrismo deve parlare a tutti dei suoi problemi e delle sue preoccupazioni.

Vede solo la sua problematica, non sa ascoltare nessuno ed è troppo dentro sè stesso; continua ad attaccare bottone con gli invitati, che sentendosi aggrediti lo rifiutano lasciandolo solo.

La festa non è ancora finita, sono le tre del mattino e nelle rispettive case degli invitati ci sono tante mamme Red Chestnud che non riescono a prendere sonno perchè preoccupate per i loro cari.

 

4) IL PENSIERO OSSESSIVO (SI): secondo le tipologie di Bach c’è un fiore in particolare che riguarda il pensiero ossessivo; questo personaggio è schiavo dei suoi pensieri continui e preoccupanti, non riesce a spegnere questa mente infernale che proietta sempre le stesse immagini.

La problematica del soggetto White Chestnud è collegata all’agitazione mentale causata da una incapacità di stare nel presente.

L’individuo non riesce ad assimilare le esperienze secondo un ritmo naturale perché a causa dei suoi problemi non è presente, così si ritrova con un’immensità di informazioni non digerite che gli causano ansia, inquietudine e preoccupazione.

 

5) LA TRISTEZZA (BEI): la tristezza è vista da Bach coma una forma di energia che nasce dalla nostra incapacità di ascoltare l’anima e di vedere il disegno divino nel creato.

La depressione disarma la persona ostacolando le sue qualità e amplificando l’ignoranza del mentale.

Dal semplice scoraggiamento di Gentian il sofferente può peggiorare sempre di più fino ad arrivare alla disperazione Gorse.

Un lutto non elaborato crea nella persona questo dolore atroce chiamato da Bach “la notte buia dell’anima” - Sweet Chestnud.

Il rassegnarsi ad una vita inespressiva, poco stimolante, porta all’apatia, che si cura con Wild Rose.

La persona che non riempie il proprio spazio mentale con i colori della vita farà emergere delle sensazioni profonde di un dolore sordo, sconosciuto, indecifrabile.

Sono esperienze passate che erano sepolte nell’inconscio, che riemergono quando l’aspetto vitale della persona è svuotato di quell’interesse essenziale che permette il progredire.

Questo dolore corrisponde allo stato negativo di Mustard; sembra non avere una causa precisa, il malato è avvolto in una nuvola triste e buia.

Ma la vera sofferenza è causata dalla nostra lontananza dall’anima; Bach dice: “L’allegria andrebbe sempre incoraggiata e dovremmo rifiutare di essere oppressi dal dubbio e dalla depressione; ricordate che queste non ci rappresentano perché la nostra anima conosce solo gioia e felicità”.

 

6) - 7) LA PAURA (KONG) E IL TERRORE (TSING): per Bach la paura come il terrore nascono perchè non conosciamo la nostra vera forza, la divinità vivente che noi siamo.

Il timore è sempre collegato al mistero, al non conosciuto; se l’uomo fosse pienamente cosciente del suo aspetto divino sarebbe libero da ogni paura.

Vivere la divinità vuol dire trascendere la realtà materiale per incontrare la continuità della vita, cioè il suo aspetto più vero, il legame sottile che unisce ogni evento, ogni cosa in un disegno armonioso dove tutto ha un senso di perfezione.

L’uomo divino vede tutto questo e ne è pienamente partecipe; comprende il suo legame con la realtà, il suo scopo, la sua impermanenza, vivendo così nella gioia più grande, privo di paura e ricco di saggezza.

 

“LA PAURA NON HA ALCUN POSTO NEL REGNO NATURALE UMANO, POICHE’ LA DIVINITA’ CHE E’ DENTRO DI NOI E’ INVINCIBILE E IMMORTALE; E SE SOLO POTESSIMO ACCORGERCI DI QUESTO, COME FIGLI DI DIO NON AVREMMO NIENTE DA TEMERE”.

(Edward Bach)

 

CONCLUSIONI

Cercherò di sintetizzare i punti fondamentali del mio lavoro, cioè gli aspetti comuni delle due terapie:

1) LIBERTA’ INTERIORE COME UNICA VERA FELICITA’: la realizzazione più grande è il prodotto di una spontaneità che aiuta il malato a trasformare l’aspetto negativo della sua malattia in un veicolo potente per la sua crescita interiore.

2) L’IMPORTANZA DI UNA SALUTE SPIRITUALE: la cura è tale solo se riporta l’uomo al suo sè più alto. La guarigione avviene solo nel momento in cui la persona riconosce il suo bisogno di amore e diventa ricettacolo dell’energia cosmica.

3) L’EMOZIONE CONTROLLA IL CORPO MA LO SPIRITO E’ IL VERO MAESTRO: questo principio è il fondamento della terapia naturale; infatti solo ascoltando lo spirito la mente si calma e solo nella quiete la personalità trova il sé e il corpo recupera le forze.

4) LO STUDIO DELLA NATURA E LA COMPRENSIONE DELLE LEGGI UNIVERSALI D’AMORE COME UNICA RICERCA: sia i taoisti che Bach avevano compreso la relazione profonda tra l’uomo e la natura. Questi pensatori hanno espresso la loro bontà strutturando delle metodiche relativamente semplici per riportare l’individuo più vicino alle leggi universali che sempre controllano tutti i fenomeni.

5) LA VIRTU’ COME FONTE DI OGNI GUADAGNO: per i Cinesi la virtù più grande nasceva dall’ascolto del cuore; per Bach la virtù più alta era la felicità di essere consapevoli delle proprie divinità, che è sempre l’ascolto del cuore.

6) LA SALUTE COME RICERCA INTERIORE: vediamo in questo principio il triplice movimento taoista (fisicità-pensiero-spiritualità) come un cammino graduale verso la libertà interiore.

Sento ancora i passi di Bach sulle foglie dei boschi nel Galles, dove il suo intero essere era proteso alla ricerca di una purezza interiore in risposta al suo bisogno di libertà.

7) IL DOLORE COME POSSIBILITA’ DI CRESCITA E LIBERAZIONE: quest’ultimo principio è il cardine di queste due filosofie; è il dare valore alla sofferenza comprendendo il vero significato della malattia, per guarire e trasformare la spazzatura dell’ignoranza nelle rose della felicità.

 

Fonte: Felipe  dragoneromtc.com


giovedì 15 aprile 2021

Ragione psicobiologica dell'importanza di correre e camminare. By Filippo Vagli

 


Si fa un gran parlare dell’importanza del movimento fisico ed in particolare del camminare o del correre per una miglior qualità di vita relativamente a salute e benessere.

Quello che i più non sanno è però che, al di là degli innegabili benefici legati al metabolismo e a tutti i processi fisiologici ad esso collegati, in tali pratiche esiste una ragione psicobiologica profonda.

L’esperienza intrauterina del feto viene fortemente condizionata dal movimento generato dalla camminata della madre consentendo all’embrione di strutturare la propria capacità percettiva proprio grazie a questo tipo di esperienza.

Ecco perché camminare a passo costante piuttosto che correre ci offrono una sensazione di sollievo, sostegno e piacere.

Un po’ come se il ritmo scandito dai nostri passi ci riportasse in dietro nel tempo ed esattamente al ritmo percepito da tutto il nostro corpo relativamente al passo di nostra madre durante la vita intra-uterina.

Un profondo legame con l’esperienza di vita prima della nascita vera e propria, e quindi con quelle sapere innato che ci insegna a muoverci nel mondo degli adulti e che ci riporta alle origini della vita stessa.