giovedì 12 novembre 2020

PILLOLA DI PSICOSOMATICA: TENDINITE


 

Si tratta di un processo infiammatorio che coinvolge uno o più tendini del corpo e quindi quelle strutture che hanno il compito di tenere unite e “legate” tra loro ossa e muscoli.

A livello biomeccanico le cause principali sono riferibili a movimenti e a sforzi ripetuti nel tempo o ad uno sforzo eccessivo dei muscoli.

In una chiave di lettura psicosomatica la tendinite spesso ci parla della volontà di cambiare una situazione ma della contestuale impossibilità di farlo a causa di mancanza di fiducia in noi stessi.

Così come si può riferire a difficoltà nel tagliare quel “cordone ombelicale”, quei legami, che ci stanno ormai troppo stretti, a qualsiasi livello: amicale, affettivo, lavorativo.

martedì 27 ottobre 2020

QUANDO LA PELLE PARLA DI TE


Rossori, pruriti e bruciori spesso sono spie di un disagio interiore. 
Liberandoci dai ruoli autoimposti, dalle rigidità e dai freni ritroveremo una pelle sana.

La pelle non può essere considerata semplicemente  come un organo “superficiale”. Nella visione psicosomatica la pelle è molto di più: rappresenta una dimensione dove i nostri modi di essere si legano con il mondo, dove la nostra vita dialoga con l’esterno. Ecco perché la sfera cutanea va “letta” in più modi, scoprendo cosa significano e come vanno affrontati tutti i disturbi che la possono affliggere. Quali sono i comportamenti che salvano la pelle? In parte coincidono con quelli che tutelano la psiche e che ci garantiscono un modo di vivere più immediato e vitale, meno filtrato. Se è la pelle l’organo bersaglio di tensioni e stress è meglio “farsela amica” e, anziché combattere i suoi disturbi solo con pomate e farmaci, imparare  a decodificare i suoi segnali. Relazionarsi con il mondo esterno in modo più naturale è la condizione indispensabile per guarire dalle malattie cutanee.

Ecco in concreto gli atteggiamenti che ci possono aiutare:

L’eccesso di diplomazia che fa male alla pelle

Chi soffre di malattie della pelle spesso, per evitare di esporsi nelle relazioni sociali, ricorre al silenzio e alla diplomazia. Anziché aiutarlo, però, queste due modalità danno di lui un’immagine falsa favorendo equivoci e fraintendimenti. Involontariamente si sviluppano relazioni in cui si finisce intrappolati oppure si fa fatica a stabilire una vera intimità. L’eccesso di diplomazia inoltre impedisce di difendersi da ciò che non piace. Il non detto si accumula fino a riversarsi sulla pelle, che si incarica di manifestare l’irritazione.

Metti i tuoi paletti, quando serve

Viviamo in una società a impronta fortemente individualista e competitiva, in questo clima siamo continuamente costretti a definire i nostri confini e talvolta a difenderli. Chi è particolarmente sensibile a questo aspetto avrà ottime possibilità di esprimere il suo disagio attraverso la pelle. Ma quando serve mettere paletti? Ad esempio in tutte quelle situazioni nelle quali non è chiara l’attribuzione di compiti e ruoli: di solito capita al lavoro, per cui ci si può ritrovare a fare ciò che competerebbe a qualcun altro (o semplicemente che non ci spetta) oppure a dovere difendere la vita privata dall’intrusione dell’attività lavorativa. Stabilisci con chiarezza quello che ti compete e quello che ti è dovuto, poi sii deciso e fermo: un “no” secco convince e fa bene…alla pelle!

Segui le sensazioni a “pelle”

“A pelle direi che”…Quante volte capita di dirlo? Tante….Ma quante volte capita di dare seguito o credibilità a ciò che la pelle, ossia una sensibilità innata e istintiva, ti suggerisce? Poche purtroppo, perché siamo abituati a diffidare di ciò che non ha fondamento razionale. Si tratta di un errore: se lo facessimo eviteremo di commettere molti dei passi falsi che “costringono” la pelle a ricorrere alle maniere forti (attraverso somatizzazioni e disturbi veri e propri). Dai più ascolto alle sensazioni di apertura, chiusura, calore, freddezza, alle attrazioni e alle repulsioni apparentemente immotivate: vedrai che quello che hai percepito non era sbagliato.

Accogli incertezza e cambiamento

Le situazioni e i momenti di passaggio sono spesso periodi di “muta psicologica” che trovano il loro corrispettivo nella pelle che manifesta, ad esempio, attraverso la psoriasi o l’acne la difficoltà ad abbandonare la vecchia realtà per lasciarne emergere una nuova. Nei momenti di transizione ciò che più ci turba è l’incertezza, l’incapacità di definire in modo chiaro le cose e di sapere cosa ci aspetta: poiché una dose di ambivalenza accompagna tutti i cambiamenti, anche quelli in meglio, tanto vale imparare ad accettarli, evitando alla pelle di soffrire. Tutte le volte che ti capita di avvertire sentimenti contrastanti, incompatibili o quasi, non costringerti a prendere una decisione, o ad assumere una posizione decisa... lascia che convivano attrazione e repulsione, distacco e coinvolgimento. Osservali e basta. Tutto si chiarirà, a suo tempo, senza sforzi e inutili sofferenze.

Usa la pelle come cartina tornasole

Anche quando non manifesta disturbi evidenti, l’aspetto della pelle cambia continuamente: può essere pallida, arrossata, grassa o secca, spenta o luminosa. Imparare a osservarsi è una pratica che aiuta anche a guardarsi dentro. Nei periodi in cui siamo affaticati, ad esempio, la pelle è stanca e spenta, quando l’umore è triste diventiamo pallidi. Se a mancare è la dolcezza, la pelle si fa secca e sgradevole al tatto. Prenditene cura tutti i giorni, dopo il bagno o la doccia, abituati a massaggiare delicatamente tutto il corpo con un velo di crema emolliente. Massaggiarsi aiuta a conoscere il proprio corpo e ad avvertirne i cambiamenti. Se poi compaiono sulla pelle all’improvviso eczemi o dermatite, o quando si aggravano i soliti disturbi, prova a far caso al tuo umore o a cosa sta succedendo nella tua vita.


giovedì 22 ottobre 2020

PILLOLA DI PSICOSOMATICA: I DOLORI ALLE GINOCCHIA

 


Il ginocchio è una delle articolazioni maggiormente sottoposte agli sforzi continui derivati da ogni tipo movimento.

Esiste quindi un evidente analogia tra la funzione dell’articolazione ginocchio e la capacità della persona di adattarsi ai diversi tipi di situazioni gravose gli possano capitare.

Una sofferenza a quest'articolazione può quindi parlarci di un conflitto riguardo la volontà di non piegarsi a quello che le altre persone ci chiedono o alle diverse situazioni della vita.

Il dolore può nascere sia da un eccesso di accondiscendenza alle pressioni esterne (ci pieghiamo “troppo”, per non deludere gli altri), che dal tentativo estremo di non piegarsi, opponendo una strenua resistenza.

Soggetti che tendenzialmente non amano lasciarsi andare; persone ipercontrollate e per niente flessibili.

Un eccesso di rigidità mentale che crea una serie di pensieri che vanno a loro volta ad influire su tutto il corpo, ma che trovano il loro bersaglio principale nelle ginocchia.

 


DA UN RACCONTO DI NORA WEEKS, ASSISTENTE DEL DOTTOR BACH.


Il dottor Bach, nel 1933 a Cromer, una stazione balneare sulla costa orientale inglese, preparò un rimedio di soccorso (in inglese: rescue remedy) miscelando tre rimedi: Impatiens, Clematis, Rock Rose.

Lo portò sempre con sé per poterlo usare in caso di incidenti, eventi traumatici, stati di incoscienza, panico.

In quel periodo non aveva ancora scoperto Cherry Plum e Star of Bethlehem che avrebbe successivamente aggiunto al Rimedio di Soccorso.

Nel dicembre dello stesso anno una terribile tempesta scoppiò in mare.

Furono inviati i soccorsi per salvare due pescatori che si trovavano su una chiatta. Passarono cinque ore prima che le sciapluppe di salvataggio riuscissero a salpare, per via del mare agitato.

Uno dei pescatori si era legato all'albero, aveva la schiuma alla bocca, delirava, era disperato e quasi congelato, tanto che i soccorritori temevano per la sua vita. Il pescatore fu portato in una casa vicina alla spiaggia, Bach gli inumidì ripetutamente le labbra con il Rimedio di Soccorso.

Prima ancora di venire svestito e avvolto in calde coperte, l'uomo si mise a sedere e chiese una sigaretta; fu poi trasportato in ospedale e dopo pochi giorni di riposo si riprese completamente da quella terribile esperienza.

 


 

martedì 13 ottobre 2020

L'AUTUNNO: IL POLMONE E L'ALBERO RESPIRATORIO


L’autunno a livello energetico è associato all’organo Polmone e a tutto l’albero respiratorio.

Ecco perché nella stagione autunnale sono frequenti raffreddori, mal di gola, faringiti, tracheiti, ed in alcuni casi bronchiti e polmoniti.

La natura viene in nostro soccorso con due rimedi estremamente efficaci.

L’oligoelemento Rame, antinfiammatorio per eccellenza, è il primo tra questi. Se ne assumono 2 fiale al giorno sotto la lingua a bocca pulita: la mattina a digiuno e mezz’ora prima di cena

All’oligoelemento, per potenziarne l’azione, possiamo associare il Gemmoderivato RIBES NERO, un’erba dall’azione simil – cortisonica e antinfiammatoria paragonabile a quella dei FANS, ma totalmente priva di effetti collaterali, così dolce da poter essere somministrata anche ai bambini piccoli. Si utilizza il macerato glicerico, 50 gocce due volte al giorno (alle 8,00 e alle 15,00) diluite in poca acqua. L’unica accortezza da usare riguarda il Ribes Nero, dal momento che il suo utilizzo può alterare leggermente la pressione e va quindi assunto con cautela e attenzione dai soggetti che soffrono di grave ipertensione.

 

venerdì 9 ottobre 2020

ANSIA E STRESS

 


Passiamo in rassegna alcuni rimedi naturali che possono essere di grande supporto relativamente a stati d’ansia o in periodi di particolare stress

 Aromaterapia

Se si parla di stress mentale mettere in camera da letto in un diffusore 5 gocce di o.e. di sandalo  e 5 gocce di o.e. di gelsomino (agiscono sul sistema nervoso). Stendersi e aspirare le essenze benefiche per almeno 10 minuti.

Se invece lo stress è fisico diffondere 5 gocce di o.e. di pino (balsamico) e 5 gocce di o.e. di vetiver (tonificante).

 

Fitoterapia

In caso di ansia o stress che generano palpitazioni ed extrasistoli, il BIANCOSPINO è il rimedio d’elezione. Si può assumere sotto forma di tisana mettendo in infusione 1 cucchiaio raso di fiori e foglie in 1 tazza di acqua bollente per circa 10 minuti. Si assume due volte al giorno, per circa 6 settimane.

Oppure in farmacia ed in erboristeria si può trovare sia in Tintura madre che come Macerato glicerico.

 

Oligoterapia

Manganese – cobalto: 1 fiala al di per 10 giorni fatta assorbire sotto la lingua la mattina a digiuno a bocca pulita. Poi continuare con 1 dose 3 volte settimana per lunghi periodi di tempo.

 

Gemmoterapia:

Tilia Tormentose Macerato Glicerico. 20-40 gocce 3 volte al di


giovedì 8 ottobre 2020

PILLOLA DI BIOENERGETICA: REICH E LOWEN

 


Wilhelm Reich, neuropsichiatra austriaco allievo di Sigmund Freud, affermava che ogni tensione muscolare contiene la storia e il significato della sua origine.

Fin dall’infanzia, ogni esperienza negativa così come ogni pulsione repressa, a livello somatico si trasforma in un irrigidimento.

Reich rielaborò le scoperte che il suo maestro, Sigmund Freud, fece riguardo la psicoanalisi della sessualità e delle nevrosi sviluppando il tema dell’energia orgonica. Un tipo di energia vitale che naturalmente dovrebbe scorrere senza blocchi lungo tutto il corpo e che trova la sua massima espressione nella sessualità.

Se questo non avviene a causa di pressioni interne o esterne, e quindi se questa energia viene repressa od ostacolata scenderanno in campo forme di angoscia, inibizioni e blocchi.

La somatizzazione di queste tensioni, che Reich definisce “blocchi energetici”, andranno nel corso del tempo a formare la cosiddetta “corazza caratteriale”, una specie di armatura che limita i nostri sentimenti e la nostra libera espressione.

La corazza caratteriale e muscolare, costruita quindi per evitare il dolore, finisce per impedire alla persona di provare piacere portandola in un grande “non sentire”.

Quando nel nostro corpo compaiono troppe nelle quali l’energia non fluisce liberamente, il corpo stesso, finisce per diventare debole e vulnerabile.

Se l’energia è bloccata, se a causa di questi blocchi essa non può fluire liberamente, diventa stagnante, distruttiva e può essere essa stessa causa di maggiore esposizione alle malattie.

I sette Segmenti Corporei

Wilhelm Reich suddivise il corpo umano in sette segmenti corporei.

1. segmento oculare;

2. segmento orale;

3. segmento cervicale;

4. segmento toracico;

5. segmento diaframmatico;

6. segmento addominale;

7. segmento pelvico.

In ognuno di essi l’energia si potrebbe bloccare e, analizzando ognuno di questi segmenti, è possibile decodificare i messaggi che il corpo sta inviando.

Segmento oculare: in questo segmento è contenuto il cervello, deputato al coordinamento delle funzioni vitali. In caso di blocco dell’energia vitale si evidenzia uno sguardo vuoto, fisso, spento.

Segmento orale: collegato alla muscolatura della bocca, della gola e della lingua. In caso di blocco dell’energia vitale si evidenziano emozioni collegate al pianto e alla rabbia.

Segmento cervicale: comprende il collo e, come dice il nome stesso, la cervicale ed è la zona principe di tensioni muscolari importanti In caso di blocco dell’energia vitale.

Segmento toracico: comprende i muscoli del petto, delle spalle e gli intercostali. In caso di blocco dell’energia vitale si evidenziano blocchi emozionali che portano a loro volta ad un blocco della respirazione e delle emozioni.

Segmento diaframmatico: segmento cardine, posto esattamente a metà del nostro corpo. Comprende stomaco, fegato e plesso solare. In caso di blocco dell’energia vitale si evidenziano blocchi nella respirazione

Segmento addominale: posto nella muscolatura addominale, è il nostro terzo chakra. In caso di blocco dell’energia vitale vengono trattenute le emozioni più profonde e viscerali.

Segmento pelvico: il blocco di questa parte del nostro corpo, relativa agli organi genitali, che irrigidisce il bacino ed impedisce lo scorrimento delle energie sessuali, è spesso collegato e/o accompagnato a patologie sessuali.

Il discepolo di Reich, Alexander Lowen, proseguendo gli studi di Reich elaborò la sua opera primaria ”Analisi Bioenergetica”, una tecnica a mediazione corporea che, attraverso tecniche respiratorie ed esercizi fisici associati ad un’attenta analisi della psiche e del carattere della persona, aiuta la persona stessa a sciogliere quei “blocchi energetici” creatisi somatizzando le tensioni croniche. Contestualmente va a ricreare la carica energetica necessaria per costruire quell’unità mentecorpo indispensabile per il benessere della persona consentendole

di sperimentare il piacere è la gioia.

Per Lowen il pianto è il primo meccanismo di liberazione, potremmo dire di "scarcerazione" del corpo umano dal momento che aiuta a liberare la tensione, trasformandola in lacrime.

Il pianto è anche un arrendersi al corpo e un permettere al processo di guarigione di instaurarsi.


PILLOLA FLOREALE. LARCH (Larix Decidua): IL FIORE PER LO SCORAGGIAMENTO

 


Edward Bach, parlando di Larch afferma:

" Per quelli che non considerano se stessi abili o capaci quanto chi sta loro intorno, sono convinti di fallire, di non avere mai successo, e così non fanno neppure un tentativo o non lo fanno con sufficiente convinzione."

(E. Bach "I dodici guaritori e altri rimedi")

È quindi uno dei fiori più importanti per chi ha la tendenza a rinunciare a priori alle cose e alle situazioni per mancanza di fiducia in sé stessi.
Il suo utilizzo aiuta la persona ad avere più fiducia in se’ stessa e ad acquisire la consapevolezza di valutare con obiettività sia le sue capacità che i suoi limiti.
Sarà pertanto di grande aiuto per quei soggetti che tendono a rinunciare a priori ad ogni tipo di esperienza causa mancanza di autostima.

ARTIGLIO DEL DIAVOLO: L’ANTINFIAMMATORIO PER ECCELLENZA DELLA MEDICINA NATURALE

 L’artiglio del diavolo ha diverse proprietà. La pianta viene sfruttata in medicina per la sua radice, che è composta da antinfiammatori naturali: si tratta di glucoiridoidi. Viene usata per curare malattie difficili come l’artrite reumatoide, i reumatismi in generale, la tendinite, la lombalgia, l’artrosi e tutte le malattie di origine reumatica. Il tutto è possibile grazie ai principi attivi che essa contiene. Tra questi ci sono i fitosteroli e i flavonoidi, che determinano un’attività antinfiammatoria e analgesica.

A cosa serve

L’artiglio del diavolo è impiegato da molto tempo soprattutto nella medicina tradizionale dei popoli sudafricani per curare i problemi che interessano il sistema osteo-articolare. La radice della pianta si è dimostrata efficace soprattutto in quelle situazioni che provocano dolore e infiammazione.

Ecco perché viene ampiamente utilizzata nel trattamento del mal di schiena, delle tendiniti, del mal di testa da artrosi cervicale, della sciatica, dell’artrite, dell’artrosi e delle contusioni.

Non bisogna dimenticare che la pianta in questione ha anche proprietà ipocolesterolemizzanti e ipouricemizzanti. Tutto ciò la rende utile anche in caso di gotta. Queste azioni sono dovute anche alla presenza di molti principi amari, che sono in grado di stimolare la produzione di succhi gastrici e della bile.

Il suo uso è diffuso ampiamente e ben noto anche nel mondo dello sport, dove i disagi causati dalle malattie reumatiche sono vissuti in contemporanea all’impossibilità di assumere certe categorie di farmaci, considerati dopanti, che possono essere sostituiti da medicinali di origine naturale, come appunto i derivati di questa pianta. Può essere impiegata come antispastico per i dolori mestruali e per i dolori intestinali di origine nervosa.

Come usarlo

L’artiglio del diavolo si assume di solito per via orale. Si usa l’estratto secco, che viene ottenuto dalla radice della pianta. Il dosaggio medio, come è stato dimostrato da diversi studi, è compreso tra 600 e 1200 mg al giorno.

L’effetto si manifesta nel giro di 7 o 8 giorni e raggiunge l’apice dopo circa 30 giorni, restando stabile nel corso del tempo.

L’artiglio del diavolo si trova anche sotto forma di estratto acquoso e tintura madre. Ci sono anche capsule o compresse e sono disponibili pomate e gel, da usare soprattutto nel caso di infiammazioni articolari. La pomata e la crema sono per un uso topico.

Controindicazioni

E’ bene ricordare che l’uso di questa erba officinale è controindicato in caso di gastrite, ulcere gastriche o duodenali. Inoltre non andrebbe usata quando si assumono degli altri antinfiammatori, perché potenzierebbe in maniera eccessiva gli effetti dei farmaci, compresi quelli indesiderati.

Gli effetti sgradevoli più comuni consistono nella nausea e nel mal di stomaco, mentre raramente si manifestano dolori addominali e diarrea. E’ bene assumerla a stomaco pieno e non va usata al di sotto dei due anni, in gravidanza e nel corso dell’allattamento

CONSCIO, INCONSCIO E ....... DESTINO

 


Oltre l’80% dei nostri comportamenti, delle nostre attività mentali, delle decisioni che prendiamo ogni giorno, dei pensieri che facciamo e delle emozioni che proviamo, sono il risultato di processi automatici e immediati che si svolgono al di sotto della nostra coscienza.

In poche parole sono frutto di quella misteriosa parte della nostra psiche che prende il nome di inconscio

La più recenti ricerche nell'ambito della psicologica e delle neuroscienze ci parlano quindi una natura tutt'altro che razionale e cosciente  della mente umana.

Questo significa che a determinare la nostra vita, la conoscenza che abbiamo di noi, degli altri e del mondo, sono in gran parte schemi di pensiero automatici, condizionamenti, esperienze passate, suggestioni, ricordi, simpatie, antipatie, aspettative, bisogni, pregiudizi.

Tutte situazioni di cui siamo poco o per nulla coscienti.

Alla luce di queste considerazioni, continuare a ritenere che l'essere umano sia per natura 'razionale' e 'cosciente di sé' è chiaramente una mera 'illusione'.

Una vera e propria rivoluzione culturale per il mondo occidentale, centrato sul culto dell'io, della scienza, della logica causa-effetto, della razionalità e della logica ordinaria.

Per altro, quel gran genio di Carl Gustav Jung, ci parlava di queste cose circa un secolo fa, quando raccomandava: “Rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino”.


martedì 22 settembre 2020

Il Counseling: un grande alleato del Naturopata

Uno degli strumenti più potenti a disposizione di un Naturopata per accogliere e accompagnare chi si rivolge a lui, è la relazione.

E quando si parla di relazione non si può non parlare di Counseling.

Il Counseling, indica un'attività professionale che tende ad orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità del cliente, promuovendone atteggiamenti attivi, propositivi e stimolando le capacità di scelta. 

Si occupa di problemi non specifici (prendere decisioni, miglioramento delle relazioni interpersonali) e contestualmente circoscritti (famiglia, lavoro, scuola).

La prima attestazione dell'uso del termine Counseling per indicare un'attività rivolta a problemi sociali o psicologici risale al 1908 da parte di Frank Parsons. 

Nel 1951 la parola Counseling è usata da Carl R. Rogers per indicare una relazione nella quale il cliente è assistito nelle proprie difficoltà senza rinunciare alla libertà di scelta e alla propria responsabilità.

L'attività di Counseling è svolta da un Counselor, un professionista in grado di aiutare un interlocutore in problematiche personali e private. In base al bagaglio di abilità possedute, le competenze proprie all'attività di Counseling possono essere presenti nell'attività di diverse figure professionali quali psicologi, medici, assistenti e operatori sociali, educatori professionali e come già detto Naturopati. 

Essa è finalizzata a «consentire ad un individuo una visione realistica di sé e dell'ambiente sociale in cui si trova ad operare, in modo da poter meglio affrontare le scelte relative alla professione, al matrimonio, alla gestione dei rapporti interpersonali, con la riduzione al minimo della conflittualità dovuta a fattori soggettivi», ed è inoltre «un'attività di competenza relazionale che utilizza mezzi comunicazionali per agevolare l'autoconoscenza di se stessi attraverso la consapevolezza e lo sviluppo ottimale delle risorse personali, per migliorare il proprio stile di vita in maniera più soddisfacente e creativo».

lunedì 21 settembre 2020

Malanni da raffreddamento e rimedi naturali

 A causa degli sbalzi di temperatura tipici di questo periodo dell’anno e con l’arrivo dell’energia dell’autunno i malanni da raffreddamento possono prendere facilmente piede.

La straordinaria farmacia della natura può essere una nostra grande alleata per aiutarci in questi casi è recuperare rapidamente la migliore energia assumendo fin dai primi sintomi, e per un paio di volte al giorno, una tisana tra quelle che ti propongo:

Rosa canina

È indicata in presenza di mal di testa, tosse e bronchite; metti un cucchiaino di bacche essicate in una tazza di acqua calda. Lascia in infusione per 10 minuti, quindi filtra e bevine 2 tazze al giorno.

Salice

Questa tisana è ottima quando in caso di febbre alta e dolori articolari e/o muscolari; metti un cucchiaino di scorza essicata in una tazza di acqua calda. Lascia in infusione per 5 minuti, quindi filtra e bevi alla sera. Attenzione: il salice è controindicato a chi è già allergico all'aspirina.

Sambuco

Ottima in presenza di febbre e catarro; metti un cucchiaino di fiori in una tazza di acqua calda. Lascia in infusione per 10 minuti, quindi filtra e bevine 2 tazze al giorno.

A queste tisane possiamo associare due oligoelementi straordinari da questo punto di vista: Rame e Oro, antinfiammatori per eccellenza

Rame: è efficace nelle manifestazioni infettive e infiammatorie acute. Al comparire dei primi sintomi, spesso ne limita l'evoluzione già in 24 o 48 ore. Assumine 2-3 fiale al giorno per 10 giorni. Scegli il rame soprattutto in caso di mal di gola. L’oligoelemento (liquido) va messo sotto la lingua e tenuto in bocca un minuto prima di deglutire. 

Oro: è antinfettivo e antinfiammatorio. Assumi 1-2 fiale al dì e prosegui il trattamento per una settimana. Va preferito al rame se il sintomo dominante è la stanchezza.

Prosegui l’assunzione sia della tisana che dell’oligoelemento fino alla completa scomparsa dei sintomi

Profumarsi con gli oli essenziali

 Sono sempre più le persone che, per profumarsi, preferiscono ricorrere al profumo degli oli essenziali piuttosto che a quello dei tradizionali cosmetici.

Tra le innumerevoli proprietà di quel vero e proprio dono della natura che risponde al nome di olio essenziale vi è infatti la possibilità di profumarsi con una materia viva, facendoci quindi accompagnare in ogni momento delle nostre giornate dalle vibrazioni, dall’energia e dal messaggio che ciascuna pianta porta con se’. Esattamente come facciamo con abiti, calzature, collane, braccialetti e con tutto ciò che ci è più caro e che ci fa star bene.

Gli oli essenziali puri al 100% sono composti soltanto da estratti della pianta e non contengono alcuna sostanza chimica, di sintesi, neppure quelle di fissaggio. Pertanto la loro persistenza sulla nostra pelle dipende esclusivamente dal tipo di pianta, secondo una categorizzazione delle piante stesse in base alle loro “note aromatiche”

Tale classificazione ci parla di: note di Base, note di Cuore e note di Testa.

- le note di testa sono quelle più volatili, che tendono a svanire più velocemente: Limone, Mandarino, Arancio e la maggior parte degli agrumi.

- le note di cuore sono quelle mediamente persistenti e sono profumi pieni e avvolgenti: Lavanda, Ylang Ylang, Gelsomino, Rosa.

- le note di base (o di fondo) sono quelle più persistenti e che ci accompagnano per più tempo: Patchouli, Cannella, Incenso

Sarà quindi possibile scegliere il profumo da “indossare” in relazione ai nostri gusti olfattivi, al tipo di giornata che dovremo affrontare e per quanto tempo desidereremo continuare a sentire il profumo che abbiamo scelto.

L’intelligenza delle piante

 Le piante riconoscono i parenti, sanno contare, prendono decisioni:

Lo studio dell'Università di Padova

Secondo i ricercatori italiani, i vegetali pur non essendo dotati di organo cerebrale sono in grado di adempiere funzioni cognitive

Le specie vegetali sono in grado di compiere astrazioni, di riconoscere i propri parenti, di prendere decisioni e persino contare. A rivelarlo una serie di studi pubblicati sulle riviste Journal of Comparative Psychology, Nature-Scientific Reports e Psychological Bulletin & Reviews e condotti dagli esperti dell'Università di Padova, che hanno analizzato le risposte delle piante agli stimoli esterni, notando che, pur non dotate di organo cerebrale, esse sembrano in grado di adempiere funzioni cognitive.

"Sono sempre più numerose - dichiara Umberto Castiello dell'Università di Padova - le prove a sostegno delle teorie che vedono le piante in grado di rispondere in maniera complessa agli stimoli, comunicando, ricordando, decidendo e persino contando".

La "Venere acchiappamosche" Il team ha studiato, tra le altre specie, la Dionea, o "Venere acchiappamosche", che sembra in grado di contare il numero di passi compiuti dalla preda. "Abbiamo notato – sostiene il ricercatore – che la pianta intrappola la preda solo quando l’insetto la innesca due volte entro un tempo massimo di 20 secondi, il che suggerisce che le piante possono ricordare il primo segnale per un breve periodo". Secondo gli esperti le piante potrebbero aver bisogno di contare i passi delle prede per risparmiare energia e ottimizzare così le proprie risorse. "In un altro esperimento – prosegue Castiello – abbiamo dimostrato che la pianta in fiore di mimosa può ricordare di essere caduta. Abbiamo lasciato cadere la pianta da un minimo di sei fino a un massimo di 60 volte da un’altezza minima, e alla fine dell'esperimento la mimosa non ha più piegato le foglie in risposta difensiva, dopo aver compreso che non avrebbe avuto conseguenze nel cadere da quella altezza".

L’autore sottolinea che la risposta è stata osservata fino a un mese di distanza, il che dimostra l’acquisizione e l’espressione di una memoria di lunga durata. "Gli arbusti – afferma Castiello – possono riconoscere i loro parenti, tanto che rilasciano sostanze chimiche quando vengono piantati in prossimità, e questo li aiuta a scacciare i predatori. Quando le piante soffrono di mancanza d’acqua possono condividere queste informazioni con i loro vicini inviando segnali attraverso le radici". Gli esperti aggiungono che in questo modo la pianta inizia a conservare l’acqua. "La domanda che dobbiamo porci – conclude lo scienziato – non è se le piante siano o meno organismi cognitivi, ma come utilizzino le loro capacità cognitive".

L’olio Essenziale di Timo Rosso

L’olio essenziale di Timo Rosso è un vero e proprio toccasana per affrontare l’inverno e gli eventuali malesseri da raffreddamento correlati al freddo e all’umidità 

l Thymus vulgaris è una pianta cespugliosa sempreverde dalle cui foglie viene estratto un potente olio essenziale che non dovrebbe mai mancare nel nostro pronto soccorso

Principali Proprietà:

* antibiotico naturale

* antibatterico, antivirale, antimicrobico

* antimicotico

* tonico e neurotonico

* digestivo

Principali indicazioni:

* purificante della pelle

* utile contro sinusiti, bronchiti, rinofaringiti e otiti

* efficace contro candida e cistiti

* molto potente contro la micosi della pelle

* purificante delle vie respiratorie

Consigli d’uso:

* Sinusiti, bronchiti, rinofaringiti e per purificare le vie respiratorie fare dei suffumigi con 1-3 gocce di o.e. diluite in un pentolino di acqua calda, o diffondere 10 gocce di o.e. nell’ambiente.

* Febbre massaggiare torace e schiena con 3-4 gocce di o.e. diluite in olio vegetale (olio di mandorle, di oliva…)

* Infezioni da candida e/o cistite semicupi (immersioni di 10 min) o anche lavaggi con acqua calda e 2-3 gocce di olio essenziale.

* Micosi della pelle applicare 1 goccia pura direttamente sulla zona interessata.

* Otite applicare 1-2 gocce pure (non diluite) dietro il padiglione auricolare.

* Rafforzare la concentrazione diffondere qualche goccia nell’ambiente attraverso un diffusore o bagnare un fazzoletto con poche gocce e annusare.

Controindicazioni:

Non presenta particolari effetti collaterali, ma come ogni olio essenziale va usato con cautela.

* Prima dell’utilizzo si consiglia sempre di effettuare un piccolo test allergico versando 1 goccia di o.e. nell’incavo del gomito, se non si hanno reazioni si può procedere con l’utilizzo.

* Assicurarsi sempre che l’o.e. sia puro e di origine biologica (trovate queste diciture sulla confezione)

* Gli oli essenziali sono un valido aiuto nella prevenzione e spesso di supporto alla cura, ma non sostituiscono i medicinali, quindi se la patologia sussiste e non migliora consultare il proprio medico.

mercoledì 4 marzo 2020

Routine giornaliera di benessere. Di Filippo Vagli



Cari amici, appassionati di benessere naturale.
Vi propongo una semplice ma efficacissima routine giornaliera di benessere che ci viene proposta dalla millenaria cultura Ayurvedica. Tale sequenza andrebbe eseguita ogni giorno nella sua interezza per predisporci allo stato di benessere. Chi, per motivi pratici legati alle proprie attività quotidiane, non la può eseguire quotidianamente potrà comunque svolgerla almeno in parte nei giorni lavorativi e per intero nelle giornate di sabato, domenica, nei periodi di ferie, ecc…

Svegliarsi tra le 6 e le 8 del mattino. Dopo quell’ora diventa dominante l’energia di Kapha (uno dei tre “Dosha”, le costituzioni Ayurvediche) e alzarsi richiede un dispendio di energia molto elevato.
Bere un bicchiere di acqua tiepida scaldata sul fuoco (non nel microonde) con mezzo limone spremuto e un cucchiaino di miele d’acacia. Serve per depurare e per dare informazione ai tre Dosha: l’acqua tiepida aiuta il Dosha “Vata” (rilassa il colon), il limone il Dosha “Pitta” (spegne il fuoco in eccesso) e il miele il Dosha “Kapha” (assorbe i muchi). E’ fondamentale che l’acqua sia tiepida e non calda, altrimenti il miele perde le proprie peculiarità, così come che il miele si d’acacia dal momento che è l’unico miele che non dà il picco glicemico (per questo lo possono assumere anche i diabetici) e quindi non genera il fenomeno del up e down.

Espletare i bisogni naturali

Spazzolare lingua e denti; prima la lingua con l’apposito strumento (nettalingua) o con un cucchiaino da caffè per eliminare la patina che la ricopre (tossine che si sono accumulate durante la notte). 
Fare sciacqui con 1 cucchiaio di olio di sesamo in un quarto di bicchiere di acqua tiepida. E’ fondamentale per gengive, denti, afte, igiene generale del cavo orale, responsabile della possibile ingestione di agenti patogeni nel nostro organismo

Cospargersi il corpo con olio. In inverno useremo olio di Sesamo (riscaldante) e in state olio di Cocco (rinfrescante). Gli esperti di Ayurveda a conoscenza della propria costituzione, potranno utilizzare specifici oli in relazione al proprio Dosha (vengono commercializzati oli Vata, Pitta, e Kapha.
Bagno o doccia senza sapone, solo per togliersi l’olio usando un guanto

Preparazione alle attività quotidiane attraverso la meditazione (sono sufficienti anche soltanto pochi minuti), da eseguire preferibilmente a stomaco vuoto (l’attività meditativa tende a rallentare tutti i ritmi del corpo, compresa la digestione)

Colazione

Attività lavorativa mattinale

Pranzo principale: ideale alle ore 12,30 e comunque mai oltre le ore 14

Attività lavorativa pomeridiana: ogni tipo di attività lavorativa andrebbe terminata entro le ore 18 (per chi può ovviamente). Dopo le ore 18 non si dovrebbero più eseguire attività aerobiche, di movimento e soprattutto che impattino sull’udito (i rumori sollecitano l’energia Vata, un tipo di energia fortemente attivante che rischia di generare insonnia o comunque difficoltà ad addormentarsi)

Sottoporsi ad un massaggio. In India è considerata la prima e più efficace terapia per pacificare l’energia Vata (responsabile del sistema nervoso). Non è un caso che in India le partorienti non svolgano nessuna attività nei 40 giorni successivi al parto, periodo in cui non compiono nessun tipo di attività ma vengono soltanto massaggiate, al fine di riequilibrare il sistema nervoso dopo il trauma del parto (non a caso il periodo in cui si hanno le depressioni post partum).

Cena tra le 19,30 e le 20

Coricarsi per le ore 22, astenendosi dal guardare smartphone, tablet, computer, e qualsiasi tipo di strumento elettronico emettitore di luce artificiale e onde elettromagnetiche

martedì 3 marzo 2020

Griffonia Simplicifolia: il rimedio naturale per il rilassamento psicofisico. Di Filippo Vagli


In tutte quelle situazioni in cui facciamo fatica a rilassarci, quando tutte le nostre attività quotidiane sono accompagnate da ansia e nervosismo piuttosto che da tristezza e malinconia, e il corpo risponde con dolori diffusi, contratture a spalle, braccia, gambe, schiena, articolazioni, un ottimo rimedio naturale per calmare e far riposare corpo e mente può essere la Griffonia Simplicifolia.

Quest’ultima è una pianta legnosa della famiglia delle fabacee, diffusa principalmente nelle aree tropicali umide dell'Africa che produce fiori di colore verdastro e frutti (baccelli) i quali contengono semi di forma discoidale e di colorazione che può andare dal bruno al nero.

Le sue proprietà di regolatore dell’umore, del sonno e della contrazione muscolare dipendono dalla presenza del 5-HTP, un aminoacido derivato dal triptofano e precursore biochimico della sintesi della serotonina da parte del nostro organismo.

L’integratore di Griffonia Simplicifolia si assume sotto forma di estratto secco, in quantità di una capsula al giorno, con acqua, lontano dai pasti. 

lunedì 2 marzo 2020

IL MASSAGGIO RINFORZA IL SISTEMA IMMUNITARIO: LO CONFERMA LA SCIENZA


Un interessante articolo del collega Cosalvo Santilli sui benefici del massaggio relativamente al miglior funzionamento del sistema immunitario

Un massaggio non solo fa stare bene, ma può effettivamente renderci più sani.
Sebbene ci siano stati diversi studi sui benefici del massaggio, si ritiene che lo studio del Cedars-Sinai Medical Center, in California, sia il primo sistematico su un gruppo più ampio di adulti sani.
Lo studio è pubblicato nell'edizione stampata del "Journal of Alternative and Complementary Medicine".
Il massaggio è popolare in America, con quasi il 9% degli adulti che ne ha ricevuto almeno uno nell'ultimo anno", ha dichiarato Mark Rapaport, presidente del Dipartimento di Psichiatria e Neuroscienze Comportamentali. "Le persone spesso considerano il massaggio come parte di uno stile di vita sano, ma fino ad ora non ci sono state molte prove fisiologiche dell'elevata risposta immunitaria del corpo
Nello studio effettuato, 29 soggetti hanno ricevuto 45 minuti di massaggio svedese da operatori che hanno usato protocolli specifici e identici.
Prima del massaggio, i partecipanti erano dotati di cateteri endovenosi, allo scopo di prelevare campioni di sangue durante la sessione. E' stato chiesto loro di riposare in silenzio per 30 minuti.
Dopo il periodo di riposo, sono stati raccolti campioni di sangue da ogni persona, cinque minuti e un minuto prima dell'inizio del massaggio. Alla fine della sessione di massaggio di 45 minuti, i campioni di sangue sono stati raccolti a uno, cinque, 10, 15, 30 e 60 minuti, dopo il massaggio.
Tutti hanno mostrato un notevole aumento del livello di attività dei globuli bianchi, le cellule del sistema immunitario che hanno il compito di difendere l'organismo dalle infezioni e dalle malattie.
La ricerca indica che il massaggio può svolgere un ruolo diretto nell'aumentare non solo la quantità di linfociti all'interno del corpo, ma anche la loro forza e la loro efficacia.
Si è constatata, inoltre, una forte riduzione dell'arginina vasopressina (AVP), che si ritiene abbia un ruolo fondamentale nell'aumento del cortisolo, l'ormone dello stress.
Un altro studio è stato condotto da Gail Ironson, dell'Università di Miami, su pazienti sieropositivi, che hanno ricevuto massaggi di 45 minuti, cinque giorni a settimana, per un mese. Si è riscontrato un aumento della serotonina e un aumento delle cellule che sono considerate la prima linea di difesa del sistema immunitario.
In un ulteriore studio controllato, effettuato su adolescenti sieropositivi, i partecipanti che hanno ricevuto regolari massaggi, hanno mostrato una migliore funzione immunitaria, entro la fine dello studio di 12 settimane. I cambiamenti includevano un aumento dei globuli bianchi, noti come cellule natural killer (NK), che forniscono risposte rapide alle cellule infette da virus.
Facciamolo sapere a tutti...

venerdì 28 febbraio 2020

Da Paracelso un aiuto per la scelta di cosa mangiare. Di Filippo Vagli


Theophrastus Bombastus Von Hohenheim, detto Paracelso è stato un medico, alchimista e astrologo svizzero del 1500. Tra le sue teorie, una particolarmente interessante in ambito naturopatico è quella denominata “Teoria delle Segnature” e si basa sul fatto che tutte le cose esistenti nell’universo sono portatrici di un “segno”, di una particolarità, che manifesta e rivela le loro qualità invisibili.
Ecco che, secondo questa concezione, uno dei criteri privilegiati per la scelta dei rimedi naturali è quello dell’analogia. L’efficacia di un rimedio naturale nella cura di una malattia deriva dall’analogia e dalla corrispondenza di forma e funzione tra l’organo in disfunzione e il rimedio naturale da utilizzare.  
Questa teoria può venirci molto utile nella scelta dei cibi per il benessere dei nostri organi, anche alla luce delle evidenze scientifiche in materia, quali ad esempio:
Il pompelmo, assomiglia molto alla ghiandola mammaria: tale frutto è ricco di limonoidi, sostanze con importanti proprietà antitumorali per le cellule del seno.
La carota affettata assomiglia ad un occhio; essendo ricca di il beta-carotene aiuta a migliorare la vista ed a prevenire la cataratta
ll pomodoro assomiglia ad un cuore ed infatti è ricco di licopene, un potente antiossidante che tra le altre cose migliora la pressione sanguigna.
Le noci assomigliano ad un cervello umano: sono particolarmente ricche di Omega 3, di vitamine del gruppo B e di amminoacidi, sostanze fondamentali per il benessere del cervello
I funghi affettati assomigliano ad un orecchio: contengono importanti quantità di vitamina D, utili per mantenere l'udito in buone condizioni.
L'avocado assomiglia ad un utero e alla cervice, e impiega nove mesi a maturare. Tra le sue proprietà troviamo una serie di fitormoni utili alla prevenzione del cancro al collo dell'utero.
L’uva a grappoli assomiglia agli alveoli polmonari. L’uva contiene molecole che diminuiscono la probabilità di contrarre il tumore ai polmoni.
Il sedano assomiglia ad un osso: il sedano contiene abbondanti quantità di silicio, elemento che produce collagene, a sua volta fondamentale per mantenere l'integrità dello scheletro.
La patate dolci hanno una forma simile a quella del pancreas: contengono importanti quantità di vitamina B6, efficacie nel contrastare la diffusione del tumore al pancreas
Infine, i fagioli, molto simili ai reni, contengono sostanze in grado di coadiuvare in maniera importante la funzione renale.



lunedì 24 febbraio 2020

Fibromialgia, un aiuto dalla Biodinamica Craniosacrale



Riporto per i miei allievi e per tutti gli appassionati della materia, un interessante articolo trovato in rete, in cui vengono riportati importanti studi scientifici riguardo i benefici della Biodinamica Craniosacrale

Definizione della fibromialgia
La fibromialgia è una malattia cronica con un quadro clinico complesso. Purtroppo alcuni sintomi sono sovrapponbili anche ad altre patologie e il percorso per arrivare alla diagnosi corretta è spesso lungo. E’ caratterizzata da dolore, tensione muscolare, stanchezza e molti altri sintomi che possono variare sia nella comparsa che nell’intensità da persona a persona. L’intensità dei sintomi è variabile e nelle forme più intense questo disturbo può essere estremamente debilitante ed interferire pesantemente con le normali attività quotidiane, come aprire un barattolo o poter godere di un sonno ristoratore.
La sindrome fibromialgica non presenta alterazioni nelle analisi di laboratorio e la diagnosi dipende principalmente dai sintomi che la persona riferisce al medico curante. Purtroppo alcune persone possono considerare questi sintomi come immaginari o non importanti, e questo per un fibromialgico è molto frustrante. Nonostante ciò, negli ultimi 10 anni la fibromialgia è stata studiata e definita meglio e sono state stabilite le linee guida per la diagnosi.
Questi studi hanno dimostrato che alcuni sintomi, come il dolore muscoloscheletrico diffuso, e la presenza di specifiche aree dolenti alla digitopressione (tender points) sono presenti nei pazienti affetti da sindrome fibromialgica e non nelle persone sane, o in pazienti con altre patologie reumatiche dolorose. Queste due caratteristiche fanno da spartiacque tra i fibromialgici e altre condizioni. Gli studi svolti hanno rilevato anche la presenza di alterazioni nei mediatori chimici quali i neurotrasmettitori a livello centrale o di sostanze ormonali; alterazioni nella qualità del sonno e/o una particolare vulnerabilità dei muscoli a microtraumi ripetuti.
In effetti, la sindrome fibromialgica sembra dipendere da una alterazione delle modalità di percezione a livello del sistema nervoso centrale degli stimoli che arrivano dai nocicettori (i nocicettori sono terminazioni nervose coinvolte nella percezione del dolore e specializzate nel riconoscere stimoli in grado di produrre potenzialmente o concretamente un danno tissutale).
Non tutti i medici sono a conoscenza di tale sindrome, ma la maggior parte dei reumatologi sa come eseguire la valutazione dei tender points per arrivare ad una diagnosi di fibromialgia.
 Attualmente non esiste una cura e il trattamento della fibromialgia si concentra sulla gestione dei sintomi e sul miglioramento dello stato di salute generale.

Il medico può indicare un piano terapeutico individuale, adeguato alle necessità del singolo paziente, infatti alcuni soggetti fibromialgici presentano una sintomatologia lieve, e richiedono un trattamento altrettanto modesto, mentre altri presentano sintomi severi e richiedono un approccio terapeutico globale. La medicina convenzionale si basa sui trattamenti farmacologici per gestire sintomi come dolore, astenia, disturbi del sonno e correggere le alterazioni alla base della malattia (in particolare il deficit di serotonina). I trattamenti non farmacologici, come l’educazione del paziente, l’esercizio aerobico e la terapia cognitivo-comportamentale, possono essere d’aiuto nei miglioramenti funzionali e risultano estremamente efficaci nel modificare l’iperattività neurovegetativa presente nella fibromialgia.
Recenti studi hanno dimostrato che è possibile ottenere un migliore risultato terapeutico con la combinazione di diversi approcci multidisciplinari. In questo contesto si inserisce il contributo complementare della Biodinamica Craniosacrale. Attraverso il suo dialogo gentile con il sistema nervoso centrale lo sostiene e lo aiuta ad abbassare l’iperattività neurovegetativa, aiuta l’autoregolazione interna, il rilassamento muscolare, lavora in modo dolce e delicato, attraverso il corpo, con le tematiche legate al trauma caratteristiche di questa sindrome.

Studi su Fibromialgia e Craniosacrale
Massimo Armeni (M.F.S., D.O., ACSM-HFS, R.C.S.T., I.T.C.S.-M.R.C.S. Head of Research, Istituto Terapie Craniosacrali – ITCS) ha raccolto alcune interessanti ricerche fatte nell’ambito Craniosacrale e ce ne sono due in relazione alla fibromialgia che cito di seguito:
Terapia Craniosacrale e Dolore Cronico in soggetti affetti da Fibromialgìa: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20702514
In questo studio clinico randomizzato pubblicato sul Clinical Rehabilitation nel 2011 92 soggetti con diagnosi di fibromialgia furono sottoposti a trattamento craniosacrale per 20 settimane. Non soltanto nell’immediato ma anche ad un anno di distanza dai trattamenti i soggetti mostrarono un decremento nelle sedi del dolore (da 18 a 13 punti dolorosi) ed un netto decremento nella percezione del dolore. Questo studio indica che il trattamento craniosacrale migliora nettamente i sintomi ed il dolore in soggetti con fibromialgia anche a medio termine.
Influenza della Terapia Craniosacrale su Ansia, Depressione e Qualità di vita in pazienti Fibromialgici: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19729492
In questo trial randomizzato in cieco del 2011 pubblicato sul Evid Based Complementary and Alternative Medicine 84 pazienti fibromialgici furono trattati craniosacralmente per 25 settimane. Gli stati di ansia, depressione, insonnia e dolore cronico furono valutati a 10 minuti, 6 mesi ed 1 anno dopo i trattamenti. A distanza di 6 mesi tutti i pazienti del gruppo di intervento trattati con terapia craniosacrale avevano migliorato i sintomi clinici sopra esposti. Ciò significa che la terapia craniosacrale migliora globalmente la qualità di vita in pazienti con fibromialgia.

Recente studio avviato a Pordenone
Quelle riportate qui sopra sono ricerche del 2011. Grazie agli studi, alle esplorazioni e agli insegnamenti degli elementi di spicco di questa disciplina, il mondo della Biodinamica Craniosacrale è in costante evoluzione e sarebbe bello poter proseguire con la sperimentazione. In tal senso si sta muovendo l’Istituto Craniosacrale La Marea che il 13 giugno scorso ha presentato in una conferenza il progetto “Craniosacrale e Fibromialgia: un nuovo orientamento alla salute”.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’associazione Fibrofamily Onlus, L’Istituto CS La Marea e l’associazione Il Respiro Della Vita, a Pordenone. Hanno deciso di cooperare affinché si possa creare un progetto pilota che valuterà l’utilizzo della Biodinamica Craniosacrale come risorsa complementare per questa patologia.
La regione Friuli Venezia Giulia ha riconosciuto la fibromialgia come malattia invalidante da febbraio 2017 e sta creando un registro regionale per dare una presa in carico multidisciplinare ai pazienti e per offrire una tutela assistenziale extra-LEA, individuando anche dei canali contributivi per sostenere la ricerca.

Integrazione con la Biodinamica Craniosacrale
Uno degli elementi base della fibromialgia è il trauma. Anche se la causa di questa sindrome al momento resta sconosciuta, diversi fattori possono scatenarla. Eventi stressanti come una malattia, un lutto, un trauma fisico o psichico possono portare alle alterazioni tipiche della fibromialgia. Oppure un principale evento traumatico può essere avvenuto nell’infanzia e la sindrome invece scatenarsi in età adulta in seguito ad un evento anche lieve o dopo un periodo stressante che fa da attivatore. È comunque improbabile che la sindrome fibromialgica sia provocata da una singola causa o un singolo evento che abbia determinato l’insorgenza dei sintomi.
Questo mi ha fatto pensare alle dinamiche di un sistema nervoso in stress post-traumatico e all’approccio BCS (Biodinamica Cranio Sacrale) rispetto al trauma.
Michael Shea ha descritto molto bene quello che succede al sistema nervoso centrale di una persona traumatizzata. Cerco di riassumerlo brevemente… L’emisfero destro è olistico e globale, è connesso all’immagazzinamento delle emozioni e dei ricordi, sia felici che spaventosi (traumi e shock compresi), vive di sensazioni e immagini, ci dà la consapevolezza corporea e viscerale. L’emisfero sinistro gestisce la traduzione in schemi, simboli, significati verbali e ordini logici delle informazioni globali dell’emisfero destro. In sostanza “mette in ordine” gli input del destro e dà un senso all’esperienza, ci permette di raccontarla e di comprendere attraverso il ragionamento.
Nelle persone traumatizzate si è rilevata una diminuzione del metabolismo basale nell’attività dell’emisfero sinistro. La funzione dell’emisfero sinistro è scollegata per il 20-30% quando non è sotto stress, arrivando a scollegarsi fino all’80% sotto stress. I due emisferi si dissociano e non lavorano insieme nell’autoregolazione. Per questo motivo quando viviamo situazioni traumatizzanti ci sentiamo isolati, confusi e incapaci di esprimere le nostre sensazioni.
Dopo il trauma iniziale (se non viene risolto e rilasciato) l’emisfero destro resta costantemente sopratono, sensibilissimo agli stimoli della paura, il sistema nervoso autonomo non è più in grado di funzionare correttamente nel bilanciamento tra simpatico e parasimpatico, generando un’iperattività di entrambi, e così ad una persona traumatizzata basterà anche un piccolo stress per attivare una risposta corporea eccessiva.
Quando il SNA (o neurovegetativo) è sovraccarico induce squilibri nella produzione di cortisolo, che altera la risposta del sistema immunitario e innesca uno stato di infiammazione cronica del corpo. L’intero sistema è irritato subclinicamente in modo costante per lo stress accumulato e può esplodere con un evento anche di minimo stress.
In particolare, nello stress post-traumatico, c’è uno spostamento da una percezione di pericolo esterno ad una percezione di pericolo su base interna e il corpo comincia a combattere sé stesso innescando malattie autoimmuni (per questo si dice che la base delle malattie autoimmuni è un’errata percezione del pericolo).

Detto questo, torniamo al nostro caro emisfero destro e a quello che succede in una sessione Biodinamica Cranio Sacrale. Lo spazio della sessione BCS è uno spazio particolare, sostenuto dalla qualità che in meditazione si definisce “presenza”. L’operatore è orientato all’ascolto (di sé e del cliente), alla neutralità, è non giudicante e accogliente, ha il cuore aperto a ricevere la totalità della persona, è un testimone del lavoro della Salute, e il contatto è delicato, gentile, mediato e concordato. Questo permette al ricevente di sentirsi in un ambiente protetto, in una relazione rispettosa, di sentirsi ascoltato. E’ uno spazio altamente salutare per il sistema nervoso centrale. Anatomicamente ha a che fare con tutta quell’area del cervello emotivo, in stretta relazione con i ventricoli, che regola anche l’attività del sistema neurovegetativo. Grazie alle capacità di quiete, silenzio ed equanimità, l’operatore aiuta il sistema nervoso autonomo del cliente ad abbassare il livello di attività, a rallentare, ad accedere a quegli spazi di quiete in cui riesce a riorganizzarsi. Il sistema riesce a riorientarsi alle forze che sostengono e organizzano costantemente la vita.

Una cosa da ricordare è che gli esseri umani comunicano tra loro principalmente attraverso l’emisfero destro. La comunicazione non verbale, le microespressioni, il contenuto emotivo, vengono colti in modo estremamente rapido e preciso dall’emisfero destro.
Quando l’operatore lavora, attraverso il contatto (la pelle deriva dall’ectoderma come il sistema nervoso) il suo emisfero destro si collega con l’emisfero destro della persona che riceve la sessione e ne ricrea le sensazioni, sottoforma di rete neurale, all’interno del proprio corpo. Come dicevamo, nel trauma l’emisfero sinistro è in difficoltà. In sessione l’operatore funziona come un surrogato dell’emisfero sinistro per il cliente. Lo fa attraverso il dialogo, attraverso la propria autoregolazione e orientandosi alle Quiete, usando il pendolamento tra attivazione e risorsa. Allo stesso tempo osserva come testimone neutrale le sensazioni che riceve dall’emisfero destro. Sintonizzandosi con la Quiete e la Potenza del Respiro della Vita anche il sistema del cliente si riconnette con la Respirazione Primaria ritrovando così le risorse per l’integrazione della memoria traumatica.

Esperienza personale
A queste considerazioni posso aggiungere una convalida personale. Si tratta di una piccola esperienza perché si basa solo su tre casi. L’andamento delle sessioni e i risultati che abbiamo rilevato, io e queste tre persone, sono conformi alle ricerche fatte integrando la BCS con la terapia medica e comportamentale. Un netto miglioramento nello stato medio del dolore (non del picco) è stato riferito dopo circa 6-8 sessioni a cadenza settimanale. Dopo di ché, nei due casi più lievi, è stato possibile diradare le sessioni in quanto i picchi di dolore sono diventati sporadici. Mentre nel caso della persona con la fibromialgia più invalidante le sessioni sono tutt’ora a cadenza settimanale, con un risultato (comprendendo la concomitante terapia medica e comportamentale) di vita quasi normale per metà settimana e poi il dolore si riacutizza, ma il percorso è iniziato da poco e vedremo man mano come procede.

martedì 18 febbraio 2020

Diversi studi dimostrano gli effetti positivi del massaggio contro l'insonnia


Non c'è nulla che riesca a ritemprare e a rinvigorire il corpo più di una notte di sonno profondo. Ignorare o cercare di sopportare l'insonnia è come guidare la macchina ogni giorno, senza mai sostituire l'olio: prima o poi, il motore fonderà.
Un buon sonno ristoratore aiuta a:
ridurre la pressione sanguigna;
migliorare l'afflusso di sangue ai muscoli;
riparare organi interni e tessuti;
favorire il buon funzionamento di ormoni molto importanti;
mantiene giovani;
migliora l'attenzione e la memoria.
Inoltre, una buona qualità del sonno e dei bei sogni riescono a ripristinare l'energia mentale, perché consentono il riaffiorare di svariate emozioni, consentendone un'elaborazione consapevole.
I ricercatori hanno dimostrato che un massaggio è in grado di favorire un sano riposo per:
persone di tutte le età, dai neonati agli anziani;
pazienti affetti da malattie gravi;
convalescenti dopo un intervento chirurgico;
persone con dolori articolari e muscolari;
chi soffre di emicrania;
persone con problemi di ansia e depressione.
Gli studi dimostrano che un'ora di massaggio apporta gli stessi effetti positivi di una notte di riposo. Un team della "Touch School Institute della University of Miami School of Medicine" ha rilevato che donne incinte, dopo un ciclo di massaggio di cinque settimane, hanno riportato un miglioramento della qualità del sonno (oltre agli ad numerosi benefici). Con solo due sessioni di 20 minuti a settimana, erano meno ansiose, dormivano meglio e hanno dato alla luce bambini con meno complicanze post-natali.
Un altro studio del "Touch Research Institute" ha evidenziato che il massaggio è estremamente efficace a migliorare il sonno di chi soffre di dolori lombari. Un gruppo di persone affetto da lombalgia ha ricevuto due sessioni di massaggio di 30 minuti a settimana, per cinque settimane. Tutti hanno avvertito meno dolore e ansia, insieme a maggiore flessibilità e un sonno più rigenerante.
I ricercatori del Touch Research Institute hanno, inoltre, studiato un gruppo di 26 adulti che hanno ricevuto un massaggio di 15 minuti due volte a settimana, per cinque settimane (e altri 24 che si sono semplicemente rilassati su poltrone da massaggio). Oltre a molte altre misurazioni, questo team di ricerca ha effettuato degli elettroencefalogrammi ai partecipanti, all'inizio e alla fine delle cinque settimane. Coloro che hanno ricevuto massaggi hanno diminuito l'attività cerebrale nelle regioni alfa e beta. Presentavano anche meno ansia, bassi livelli di cortisolo, maggiore capacità matematiche e meno stress sul lavoro.
Le onde alfa rappresentano la frequenza cerebrale in cui il cervello è più creativo e in cui siamo più produttivi. Le onde beta indicano che si è vigili, aiutano ad essere più ricettivi e concentrati. Le persone che hanno partecipato allo studio avevano livelli più bassi di queste onde cerebrali, il che significa che avevano una proporzione maggiore delle altre onde: theta e delta.
Le prime si creano quando ci si addormenta o si sogna a occhi aperti. Le onde delta sono di supporto al sistema immunitario, di estrema importanza per il processo di guarigione, e favoriscono un riposo sincero.
"Cosa succede se la mia mente corre e io non riesco a dormire?"
Molte persone sostengono di non riuscire mai a smettere di pensare, nemmeno prima di addormentarsi. Se l'ansia e le preoccupazioni impediscono di spegnere la mente e di ottenere il sonno ristoratore di cui si ha bisogno, ecco che arriva in aiuto il massaggio: i ricercatori hanno scoperto che abbassa i livelli di ansia e depressione, consentendo alle persone di riposare meglio.
Non solo, innalza anche gli ormoni del benessere come serotonina, ossitocina e dopamina, apportando un forte senso di rilassamento.
Un massaggio invia alla mente i segnali che "va tutto bene"; questa entra in uno stato di rilassamento e di ripristino della funzione immunitaria più elevata. Quando ci si rilassa con un massaggio, il corpo si "sbarazza" di cortisolo, adrenalina e noradrenalina. Dopo aver ridotto questi livelli, ha più spazio per concentrarsi sulla guarigione e sul benessere.

lunedì 17 febbraio 2020

Bioenergetica: una straordinaria tecnica di benessere psicocorporeo


“Le tensioni muscolari croniche bloccano il libero fluire dell'eccitazione e dei sentimenti.
Esse si trovano spesso nel diaframma, nei muscoli intorno alla pelvi e nella parte superiore delle gambe.
Scaricando queste tensioni con l'aiuto di un approccio sia fisico che psicologico i soggetti cominciano a sentirsi "connessi". È il termine che usano loro stessi.
Testa, cuore e genitali − o pensiero, sentimento e sesso − non saranno più parti o funzioni separate”

A. Lowen




Artiglio del diavolo. Il rimedio naturale d’eccellenza per contrastare artrosi e dolori articolari. Di Filippo Vagli


L’Artiglio del diavolo è una pianta molto utilizzata in fitoterapia per le sue proprietà antinfiammatorie ed antidolorifiche indirizzate principalmente all’apparato osteoarticolare. Diversi studi scientifici hanno infatti dimostrato che la sua radice possiede un’ottima efficacia nel diminuire l’infiammazione in caso di tendinite, artrosi della colonna vertebrale, dell’anca, del ginocchio e dolore alla schiena, riducendo sensibilmente infiammazione e dolore. 

Botanica
Nome comune: Artiglio del Diavolo
Origine: Namibia
Parte utilizzate : radici secondarie
Costituenti principali:  2% iridoidi (arpagoside, arpagide e prucumbide), sitosterolo, Acidi triterpenici, flavonoidi
L’ Arpogofito è una pianta originaria della Namibia (Africa meridionale) e viene comunemente definita come Artiglio del diavolo sia per le sporgenze delle sue radici, che ricordano un artiglio, che grazie a racconti popolari che ci parlano di animali che camminando sulle sue radici spiccavano balzi a causa del dolore acuto provato a tal punto da apparire quasi indemoniati.

Attività principali e impiego terapeutico dell’artiglio del diavolo.
La pianta è dotata di un importante potere antinfiammatorio, antidolorifico e spasmolitico. L’utilizzo principale si indirizza verso l’infiammazione articolare dove svariati studi hanno dimostrato l’efficacia nel ridurre sensibilmente l’infiammazione relativa a tendiniti e periartriti.

Meccanismo d’azione della pianta: il perchè riduce l’infiammazione
L’ efficacia della pianta è dovuta all’azione sinergica dei numerosi principi in essa contenuti. Il sitosterolo inibisce le prostaglandinosinteasi (che è parte attiva dei processi infiammatori) così come gli iridoidi inibiscono la sintesi delle prostaglandine, conferendo alla pianta un effetto analgesico e spasmolitico. Secondo gli studi più recenti il suo meccanismo di azione è quindi collegato all’inibizione degli enzimi interessati nei meccanismi di infiammazione, che diminuisce grazie alla sintesi delle citochine, riducendo il gonfiore e migliorando il dolore.

Tossicità in effetti secondari
E’ una pianta da non utilizzare durante la gravidanza per suo effetto ossitocico (stimolante delle contrazioni della muscolatura uterina). Inoltre l’artiglio del diavolo possiede l’1% di complimenti Iridoidi, fra cui l’arpagoside, che essendo un amaro è controindicata in soggetti affetti da ulcera gastrica, gastrite, esofagite, ernia iatale in forme importanti, così come in associazione a farmaci quali FANS e cortisonici.

Forme disponibili in commercio e posologia
Estratti secchi:
Infuso: in 300 ml di acqua bollente utilizzare da 1.5 a 4.5 g di radice di Artiglio del diavolo tagliato in sottili striscioline e lasciato in infusione per otto ore a temperatura ambiente. Filtrare e bere tre volte durante la giornata. Essendo particolarmente amaro è possibile renderlo più gradevole dolcificandolo con un cucchiaino di miele
Tintura madre: seguire la posologia indicata sulla confezione


lunedì 10 febbraio 2020

I nuovi Operatori Professionali di Biodinamica Craniosacrale formati da ANAHATA, Accademia di Naturopatia Olistica


Domenica 9 febbraio 2020 si è concluso il Master 2019/2020 di Biodinamica Craniosacrale tenutosi presso Anahata – Accademia di Naturopatia Olistica – e condotto da Filippo Vagli. Al termine di tale giornata, otto Allievi hanno ricevuto il Diploma di merito di Operatorie Professionale di questa meravigliosa “arte”
La Biodinamica Craniosacrale è infatti ben più di una tecnica. E un viaggio, un vero e proprio percorso di crescita personale, la via privilegiata per far diventare piena e soddisfacente la vita di un Operatore Olistico così come delle persone che si affidano a lui.
In questo percorso ci siamo entusiasmati, divertiti, appassionati, ma anche commossi. Personalmente posso dire di aver provato profonda gratitudine e orgoglio per poter esser stato presente nell’accompagnare i miei splendidi allievi in uno straordinario viaggio attraverso i colori, le sensazioni, le percezioni, le emozioni, la vita....
Non sono mancate le risate, gli abbracci, le scoperte, ma anche qualche momento di difficoltà, di dubbio, di sconforto, così come qualche lacrimuccia...ma sempre e comunque tanta gratitudine e soddisfazione per il lavoro compiuto insieme.

EMOZIONARSI PER EMOZIONARE, con la Biodinamica Craniosacrale !!!!!