martedì 22 settembre 2020

Il Counseling: un grande alleato del Naturopata

Uno degli strumenti più potenti a disposizione di un Naturopata per accogliere e accompagnare chi si rivolge a lui, è la relazione.

E quando si parla di relazione non si può non parlare di Counseling.

Il Counseling, indica un'attività professionale che tende ad orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità del cliente, promuovendone atteggiamenti attivi, propositivi e stimolando le capacità di scelta. 

Si occupa di problemi non specifici (prendere decisioni, miglioramento delle relazioni interpersonali) e contestualmente circoscritti (famiglia, lavoro, scuola).

La prima attestazione dell'uso del termine Counseling per indicare un'attività rivolta a problemi sociali o psicologici risale al 1908 da parte di Frank Parsons. 

Nel 1951 la parola Counseling è usata da Carl R. Rogers per indicare una relazione nella quale il cliente è assistito nelle proprie difficoltà senza rinunciare alla libertà di scelta e alla propria responsabilità.

L'attività di Counseling è svolta da un Counselor, un professionista in grado di aiutare un interlocutore in problematiche personali e private. In base al bagaglio di abilità possedute, le competenze proprie all'attività di Counseling possono essere presenti nell'attività di diverse figure professionali quali psicologi, medici, assistenti e operatori sociali, educatori professionali e come già detto Naturopati. 

Essa è finalizzata a «consentire ad un individuo una visione realistica di sé e dell'ambiente sociale in cui si trova ad operare, in modo da poter meglio affrontare le scelte relative alla professione, al matrimonio, alla gestione dei rapporti interpersonali, con la riduzione al minimo della conflittualità dovuta a fattori soggettivi», ed è inoltre «un'attività di competenza relazionale che utilizza mezzi comunicazionali per agevolare l'autoconoscenza di se stessi attraverso la consapevolezza e lo sviluppo ottimale delle risorse personali, per migliorare il proprio stile di vita in maniera più soddisfacente e creativo».

lunedì 21 settembre 2020

Malanni da raffreddamento e rimedi naturali

 A causa degli sbalzi di temperatura tipici di questo periodo dell’anno e con l’arrivo dell’energia dell’autunno i malanni da raffreddamento possono prendere facilmente piede.

La straordinaria farmacia della natura può essere una nostra grande alleata per aiutarci in questi casi è recuperare rapidamente la migliore energia assumendo fin dai primi sintomi, e per un paio di volte al giorno, una tisana tra quelle che ti propongo:

Rosa canina

È indicata in presenza di mal di testa, tosse e bronchite; metti un cucchiaino di bacche essicate in una tazza di acqua calda. Lascia in infusione per 10 minuti, quindi filtra e bevine 2 tazze al giorno.

Salice

Questa tisana è ottima quando in caso di febbre alta e dolori articolari e/o muscolari; metti un cucchiaino di scorza essicata in una tazza di acqua calda. Lascia in infusione per 5 minuti, quindi filtra e bevi alla sera. Attenzione: il salice è controindicato a chi è già allergico all'aspirina.

Sambuco

Ottima in presenza di febbre e catarro; metti un cucchiaino di fiori in una tazza di acqua calda. Lascia in infusione per 10 minuti, quindi filtra e bevine 2 tazze al giorno.

A queste tisane possiamo associare due oligoelementi straordinari da questo punto di vista: Rame e Oro, antinfiammatori per eccellenza

Rame: è efficace nelle manifestazioni infettive e infiammatorie acute. Al comparire dei primi sintomi, spesso ne limita l'evoluzione già in 24 o 48 ore. Assumine 2-3 fiale al giorno per 10 giorni. Scegli il rame soprattutto in caso di mal di gola. L’oligoelemento (liquido) va messo sotto la lingua e tenuto in bocca un minuto prima di deglutire. 

Oro: è antinfettivo e antinfiammatorio. Assumi 1-2 fiale al dì e prosegui il trattamento per una settimana. Va preferito al rame se il sintomo dominante è la stanchezza.

Prosegui l’assunzione sia della tisana che dell’oligoelemento fino alla completa scomparsa dei sintomi

Profumarsi con gli oli essenziali

 Sono sempre più le persone che, per profumarsi, preferiscono ricorrere al profumo degli oli essenziali piuttosto che a quello dei tradizionali cosmetici.

Tra le innumerevoli proprietà di quel vero e proprio dono della natura che risponde al nome di olio essenziale vi è infatti la possibilità di profumarsi con una materia viva, facendoci quindi accompagnare in ogni momento delle nostre giornate dalle vibrazioni, dall’energia e dal messaggio che ciascuna pianta porta con se’. Esattamente come facciamo con abiti, calzature, collane, braccialetti e con tutto ciò che ci è più caro e che ci fa star bene.

Gli oli essenziali puri al 100% sono composti soltanto da estratti della pianta e non contengono alcuna sostanza chimica, di sintesi, neppure quelle di fissaggio. Pertanto la loro persistenza sulla nostra pelle dipende esclusivamente dal tipo di pianta, secondo una categorizzazione delle piante stesse in base alle loro “note aromatiche”

Tale classificazione ci parla di: note di Base, note di Cuore e note di Testa.

- le note di testa sono quelle più volatili, che tendono a svanire più velocemente: Limone, Mandarino, Arancio e la maggior parte degli agrumi.

- le note di cuore sono quelle mediamente persistenti e sono profumi pieni e avvolgenti: Lavanda, Ylang Ylang, Gelsomino, Rosa.

- le note di base (o di fondo) sono quelle più persistenti e che ci accompagnano per più tempo: Patchouli, Cannella, Incenso

Sarà quindi possibile scegliere il profumo da “indossare” in relazione ai nostri gusti olfattivi, al tipo di giornata che dovremo affrontare e per quanto tempo desidereremo continuare a sentire il profumo che abbiamo scelto.

L’intelligenza delle piante

 Le piante riconoscono i parenti, sanno contare, prendono decisioni:

Lo studio dell'Università di Padova

Secondo i ricercatori italiani, i vegetali pur non essendo dotati di organo cerebrale sono in grado di adempiere funzioni cognitive

Le specie vegetali sono in grado di compiere astrazioni, di riconoscere i propri parenti, di prendere decisioni e persino contare. A rivelarlo una serie di studi pubblicati sulle riviste Journal of Comparative Psychology, Nature-Scientific Reports e Psychological Bulletin & Reviews e condotti dagli esperti dell'Università di Padova, che hanno analizzato le risposte delle piante agli stimoli esterni, notando che, pur non dotate di organo cerebrale, esse sembrano in grado di adempiere funzioni cognitive.

"Sono sempre più numerose - dichiara Umberto Castiello dell'Università di Padova - le prove a sostegno delle teorie che vedono le piante in grado di rispondere in maniera complessa agli stimoli, comunicando, ricordando, decidendo e persino contando".

La "Venere acchiappamosche" Il team ha studiato, tra le altre specie, la Dionea, o "Venere acchiappamosche", che sembra in grado di contare il numero di passi compiuti dalla preda. "Abbiamo notato – sostiene il ricercatore – che la pianta intrappola la preda solo quando l’insetto la innesca due volte entro un tempo massimo di 20 secondi, il che suggerisce che le piante possono ricordare il primo segnale per un breve periodo". Secondo gli esperti le piante potrebbero aver bisogno di contare i passi delle prede per risparmiare energia e ottimizzare così le proprie risorse. "In un altro esperimento – prosegue Castiello – abbiamo dimostrato che la pianta in fiore di mimosa può ricordare di essere caduta. Abbiamo lasciato cadere la pianta da un minimo di sei fino a un massimo di 60 volte da un’altezza minima, e alla fine dell'esperimento la mimosa non ha più piegato le foglie in risposta difensiva, dopo aver compreso che non avrebbe avuto conseguenze nel cadere da quella altezza".

L’autore sottolinea che la risposta è stata osservata fino a un mese di distanza, il che dimostra l’acquisizione e l’espressione di una memoria di lunga durata. "Gli arbusti – afferma Castiello – possono riconoscere i loro parenti, tanto che rilasciano sostanze chimiche quando vengono piantati in prossimità, e questo li aiuta a scacciare i predatori. Quando le piante soffrono di mancanza d’acqua possono condividere queste informazioni con i loro vicini inviando segnali attraverso le radici". Gli esperti aggiungono che in questo modo la pianta inizia a conservare l’acqua. "La domanda che dobbiamo porci – conclude lo scienziato – non è se le piante siano o meno organismi cognitivi, ma come utilizzino le loro capacità cognitive".

L’olio Essenziale di Timo Rosso

L’olio essenziale di Timo Rosso è un vero e proprio toccasana per affrontare l’inverno e gli eventuali malesseri da raffreddamento correlati al freddo e all’umidità 

l Thymus vulgaris è una pianta cespugliosa sempreverde dalle cui foglie viene estratto un potente olio essenziale che non dovrebbe mai mancare nel nostro pronto soccorso

Principali Proprietà:

* antibiotico naturale

* antibatterico, antivirale, antimicrobico

* antimicotico

* tonico e neurotonico

* digestivo

Principali indicazioni:

* purificante della pelle

* utile contro sinusiti, bronchiti, rinofaringiti e otiti

* efficace contro candida e cistiti

* molto potente contro la micosi della pelle

* purificante delle vie respiratorie

Consigli d’uso:

* Sinusiti, bronchiti, rinofaringiti e per purificare le vie respiratorie fare dei suffumigi con 1-3 gocce di o.e. diluite in un pentolino di acqua calda, o diffondere 10 gocce di o.e. nell’ambiente.

* Febbre massaggiare torace e schiena con 3-4 gocce di o.e. diluite in olio vegetale (olio di mandorle, di oliva…)

* Infezioni da candida e/o cistite semicupi (immersioni di 10 min) o anche lavaggi con acqua calda e 2-3 gocce di olio essenziale.

* Micosi della pelle applicare 1 goccia pura direttamente sulla zona interessata.

* Otite applicare 1-2 gocce pure (non diluite) dietro il padiglione auricolare.

* Rafforzare la concentrazione diffondere qualche goccia nell’ambiente attraverso un diffusore o bagnare un fazzoletto con poche gocce e annusare.

Controindicazioni:

Non presenta particolari effetti collaterali, ma come ogni olio essenziale va usato con cautela.

* Prima dell’utilizzo si consiglia sempre di effettuare un piccolo test allergico versando 1 goccia di o.e. nell’incavo del gomito, se non si hanno reazioni si può procedere con l’utilizzo.

* Assicurarsi sempre che l’o.e. sia puro e di origine biologica (trovate queste diciture sulla confezione)

* Gli oli essenziali sono un valido aiuto nella prevenzione e spesso di supporto alla cura, ma non sostituiscono i medicinali, quindi se la patologia sussiste e non migliora consultare il proprio medico.