Parlare di
Psicosomatica significa porci da un angolo di visuale in cui noi rappresentiamo
il palco di un grande teatro, dove l’intelligenza istintuale ed indecifrabile
che guida la nostra realtà sceglie l’interprete di volta in volta più adatto a
parlare principalmente a noi e poi al all’ambiente in cui ci muoviamo delle
emozioni che proviamo, dei nostri sentimenti, delle nostre tensioni, delle
nostre contraddizioni.
In questo grande
palcoscenico questa intelligenza misteriosa sceglie di volta in volta,
esattamente come fanno i grandi registi, l’attore o gli attori più adatti a
raccontare tutto ciò che sta avvenendo nel nostro mondo interiore
Ecco che in una
chiave di lettura psicosomatica le patologie non sono solo nemici da
combattere, ma si traducono nei nostri più preziosi alleati dal momento che ci
sono indispensabili per consentirci di esprimere un malessere e richiamare la
nostra attenzione su noi stessi, avviandoci verso qual cambiamento che è
indispensabile per ritrovare la via del benessere.
E quado si
prospetta una via d’uscita, quando la malattia ha svolto per intero la sua
funzione di messaggero, ecco arrivare la guarigione.
Il nostro corpo
quindi cerca quotidianamente di dirci qualcosa attraverso tutti quei piccoli o
grandi disturbi, disequilibri, ostacoli, che vengono comunemente definiti
sintomi psicosomatici.
Segnali che
possono coinvolgere diversi organi, sistemi ed apparati del nostro corpo,
comportando di conseguenza complicanze per la nostra salute.
Prendiamo ora
in esame le principali correlazioni Psicosomatiche:
• I disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico ci “parlano” di malesseri legati al sostegno, alla
flessibilità, alla rigidità, alla capacità di “sostenere pesi”, alla libertà di
movimento, di espressione, di indipendenza e di autonomia.
• La pelle segnala difficoltà collegate al contatto con il mondo
che ci circonda, al modo in cui comunichiamo, alle modalità con cui ci
relazioniamo con emozioni e sentimenti, a tutto il mondo delle nostre
relazioni. Una sorta di grande “tela” su cui la nostra parte inconscia, la
nostra parte più misteriosa dipinge le nostre emozioni più profonde quali gioia
o mancanza di gioia, preoccupazione, rimuginazione, tristezza, malinconia,
disgusto, paura, rabbia o stati di stress profondo.
• L’apparato
respiratorio può raccontare di
situazioni di disagio che riguardano l’ambiente familiare o lavorativo,
situazioni che ci “tolgono un po’ l’aria”. Così come conflitti, disagi,
frustrazioni che vi si “respirano”. Ci può raccontare qualcosa di molto
profondo riguardo al nostro rapporto con la figura materna o comunque con
quella che è stata la nostra figura principale di accudimento, così come del
bisogno di spazio, di “aria”, di indipendenza o di autonomia.
• L’apparato
digerente rappresenta il nostro modo
di “digerire”, “mandare giù” e “metabolizzare” le esperienze, di assimilare ciò
che di esse è necessario e di eliminare ciò che invece è superfluo
• L’apparato
cardiocircolatorio esprime la
capacità di gestione delle nostre emozioni dal momento che da un punto di vista
alogico simbolico il sangue rappresenta le emozioni e il cuore, la pompa che lo
mobilizza, ci parla della nostra capacità di rilasciare, trattenere e far
circolare al nostro interno amore, gioia, passioni
• L’apparato
urogenitale può esprimere difficoltà
a lasciare andare, a liberarsi di situazioni passate, conflitti interpersonali
o paure profonde. Ci parla spesso inoltre di conflitti legati al mondo della
sessualità, al rapporto con i nostri partner e a relative sensazioni di
frustrazione che portano alla repressione di grandi carichi emozionali
• Il
sistema immunitario può comunicare
stati di “scontro interni” una sorta di guerra di noi contro noi stessi,
somatizzati nel corpo come allergie, infiammazioni e patologie autoimmuni. In
queste situazioni potrebbe celarsi la necessità simbolica di combattere parti
di noi vissute come pericolose, problematiche o semplicemente non accettate da
noi stessi

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