La Riflessologia Plantare ha
radici antichissime. La ritroviamo in ogni tempo e in ogni luogo, partendo
dall’antico Egitto, proseguendo attraverso la tradizione Taoista, alle tribù
degli Indiani d’America, in particolare la tribù Cherokee per la quale il
massaggio del piede era ritenuto molto importante per il semplice motivo che il
piede, connettendoci con la terra, ci da la possibilità di entrare in contatto
con le energie che la percorrono dandoci la possibilità di connetterci con
l’Universo.
La specializzazione e la più
recente codificazione di questa tecnica si è diffusa nel mondo Occidentale
grazie al Dottor Wiliam H. Fitzgerald, un otorinolaringoiatra che agli inizi
del secolo scorso, attraverso una serie di esperimenti, riuscì a tracciare la
prima mappa particolareggiata delle zone del piede in rapporto agli organi
interni, mappe di cui parleremo successivamente.
Il Dottor Fitzgerald intuì che,
stimolando adeguatamente alcuni punti specifici presenti sul corpo, si possono
ottenere per via riflessa modificazioni relative alla funzionalità di organi,
zone e apparati, determinando quindi una riarmonizzazione complessiva di
tutto l’organismo.
Ciò avviene perché tra le zone
stimolate e gli organi interni, esistono delle connessioni nervose ed
energetiche, veri e propri “canali” al cui interno scorre l’energia vitale
essenziale per l’organismo che, se non può scorrere liberamente, tende a
portare l’intero sistema ad una situazione di squilibrio e, quindi, al collasso
dell’intero sistema.
Le zone riflesse dei piedi sono
connesse ad ogni parte del corpo e, nel loro insieme, specchiano quella che
viene definita l’unità psicosomatica della persona.
Tali punti e zone danno origine a
mappe complete del corpo, con il piede destro che corrisponde alla parte destra
del corpo e il piede sinistro che corrisponde alla parte sinistra.
I piedi sono la nostra base d’appoggio e già da questa immagine è possibile
intuire che il piede, a livello simbolico, ci parla di tutte quelle tematiche che
rimandano alle tematiche di solidità, stabilità, al nostro primo chakra, alla
nostra base. E’ noto che quando esiste uno squilibrio alla base di un qualsiasi
struttura, è possibile che la struttura stessa nella sua interezza possa avere
grossi problemi.
Dal momento che nei piedi si trova
rappresentato tutto il corpo, la Riflessologia Plantare offre la possibilità di
operare sull’intero organismo e di trattarlo come un tutt’uno, elemento
fondamentale per una disciplina olistica che non ha tra i suoi obiettivi
diretti quelli di allontanare i sintomi, quanto quello di promuovere il
benessere della persona stimolandone dolcemente la vitalità.
Studi recenti hanno dimostrato che
la Riflessologia Plantare non solo migliora la qualità della vita, ma è di
grande aiuto nel favorire un miglior funzionamento dell’intero organismo
facilitando la ripresa dopo un periodo di malattia, stimolando la funzionalità
renale e intestinale, diminuendo sia il dolore acuto che quello cronico
(cefalee, dolori osteoarticolari, dolori mestruali, etc…..), riducendo il
livello di rigidità articolare anche nella terza età, abbassando il livello di
tensione e stress e migliorando la qualità del sonno.
Il trattamento dei punti in cui
l’energia si è bloccata, percepibili nel piede tramite le sue aree doloranti
piuttosto che arrossate, dilatate, concave, che presentano calli, duroni,
ispessimenti, permette di ripristinare la normale circolazione energetica
rimuovendo gli ostacoli che prima la limitavano riportando il corpo alla sua
naturale condizione di armonia.
La particolarità di questa
trasmissione è che lo stimolo non arriva direttamente all’organo o all’apparato
verso cui è indirizzato, ma viene trasmesso al cervello. Quest’ultimo in un
secondo momento, attraverso quello che viene definito il bio-feedback lo
trasferisce all’organo bersaglio. Questo passaggio è molto importante per
l’operatore poiché lo solleva dal problema della scelta tra stimolare o sedare
il punto. L’operatore quindi manda lo stimolo; sarà poi l’intelligenza del
corpo a trasmettere il tipo di impulso di cui la persona ha bisogno. Un esempio
che può chiarire facilmente il concetto è quando trattiamo il punto tiroide
senza conoscere se quella tiroide sarà in ipo o in ipertiroidismo.
La tecnica del trattamento
riflessogeno è relativamente semplice e si basa su una serie di piccole
stimolazioni ravvicinate, principalmente con il polpastrello del pollice che procede
sulla zona da trattare al fine di trasmettere impulsi alle zone nervose.
Il Master di Riflessologia Plantare ad indirizzo
Psicosomatico studiato da Filippo Vagli integra tutto
questo con un’importante e innovativa chiave di lettura psicosomatica ai
disequilibri energetici emersi durante una “lettura” del piede.
Una visione dello stato di
benessere dell’individuo più allargata, che non prende in esame i sintomi solo
da un punto di vista fisico, organico, ma che vede questi ultimi come una sorta
di “confessioni dell’anima”. Confessioni che altro non sono che messaggi che il
nostro corpo ci sta inviando per consentirci di correggere qualcosa, nelle
nostre abitudini, nel nostro stile di vita, nel nostro modo di fare, al fine di
ritrovare quella spontaneità, quell’armonia e quel benessere che forse nel
corso del tempo abbiamo perduto e messa sullo sfondo.
Nel corso del Master verranno
affrontati i seguenti argomenti:
STORIA E BASI TEORICHE DELLA
RIFLESSOLOGIA PLANTARE
OLISMO
PSICOSOMATICA
IL TRATTAMENTO DELLE 5 PORTE
IL TRATTAMENTO RIFLESSOLOGICO DEI
CHAKRA
APPARATI E SISTEMI CORPOREI. PER
OGNUNO DI ESSI SI ANALIZZERA’:
l’anatomia, la fisiologia e le
relative patologie
la loro lettura in chiave
psicosomatica
l’individuazione e il trattamento dei
punti riflessi sul piede e la costruzione di una mappa
LA MEDICINA ENERGETICA:
APPROFONDIMENTO DI MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
RIFLESSOLOGIA CORPOREA: ZONE DI
LAVORO RIFLESSE SUL CORPO
VALUTAZIONE ENERGETICO-FUNZIONALE E
REDAZIONE DI UNA SCHEDA CLIENTE
PROTOCOLLI DI LAVORO
TECNICHE DI COLLOQUIO CON IL CLIENTE
PER INDIVIDUARE LA MIGLIOR STRATEGIA DI INTERVENTO
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