martedì 12 novembre 2019

Il Master in Riflessologia Plantare ad indirizzo Psicosomatico. Di Filippo Vagli


La Riflessologia Plantare ha radici antichissime. La ritroviamo in ogni tempo e in ogni luogo, partendo dall’antico Egitto, proseguendo attraverso la tradizione Taoista, alle tribù degli Indiani d’America, in particolare la tribù Cherokee per la quale il massaggio del piede era ritenuto molto importante per il semplice motivo che il piede, connettendoci con la terra, ci da la possibilità di entrare in contatto con le energie che la percorrono dandoci la possibilità di connetterci con l’Universo.

La specializzazione e la più recente codificazione di questa tecnica si è diffusa nel mondo Occidentale grazie al Dottor Wiliam H. Fitzgerald, un otorinolaringoiatra che agli inizi del secolo scorso, attraverso una serie di esperimenti, riuscì a tracciare la prima mappa particolareggiata delle zone del piede in rapporto agli organi interni, mappe di cui parleremo successivamente.
Il Dottor Fitzgerald intuì che, stimolando adeguatamente alcuni punti specifici presenti sul corpo, si possono ottenere per via riflessa modificazioni relative alla funzionalità di organi, zone e apparati, determinando quindi una riarmonizzazione complessiva di tutto l’organismo.

Ciò avviene perché tra le zone stimolate e gli organi interni, esistono delle connessioni nervose ed energetiche, veri e propri “canali” al cui interno scorre l’energia vitale essenziale per l’organismo che, se non può scorrere liberamente, tende a portare l’intero sistema ad una situazione di squilibrio e, quindi, al collasso dell’intero sistema.

Le zone riflesse dei piedi sono connesse ad ogni parte del corpo e, nel loro insieme, specchiano quella che viene definita l’unità psicosomatica della persona.
Tali punti e zone danno origine a mappe complete del corpo, con il piede destro che corrisponde alla parte destra del corpo e il piede sinistro che corrisponde alla parte sinistra.

I piedi sono la nostra base d’appoggio e già da questa immagine è possibile intuire che il piede, a livello simbolico, ci parla di tutte quelle tematiche che rimandano alle tematiche di solidità, stabilità, al nostro primo chakra, alla nostra base. E’ noto che quando esiste uno squilibrio alla base di un qualsiasi struttura, è possibile che la struttura stessa nella sua interezza possa avere grossi problemi.
Dal momento che nei piedi si trova rappresentato tutto il corpo, la Riflessologia Plantare offre la possibilità di operare sull’intero organismo e di trattarlo come un tutt’uno, elemento fondamentale per una disciplina olistica che non ha tra i suoi obiettivi diretti quelli di allontanare i sintomi, quanto quello di promuovere il benessere della persona stimolandone dolcemente la vitalità.

Studi recenti hanno dimostrato che la Riflessologia Plantare non solo migliora la qualità della vita, ma è di grande aiuto nel favorire un miglior funzionamento dell’intero organismo facilitando la ripresa dopo un periodo di malattia, stimolando la funzionalità renale e  intestinale, diminuendo sia il dolore acuto che quello cronico (cefalee, dolori osteoarticolari, dolori mestruali, etc…..), riducendo il livello di rigidità articolare anche nella terza età, abbassando il livello di tensione e stress e migliorando la qualità del sonno.
Il trattamento dei punti in cui l’energia si è bloccata, percepibili nel piede tramite le sue aree doloranti piuttosto che arrossate, dilatate, concave, che presentano calli, duroni, ispessimenti, permette di ripristinare la normale circolazione energetica rimuovendo gli ostacoli che prima la limitavano riportando il corpo alla sua naturale condizione di armonia.

La particolarità di questa trasmissione è che lo stimolo non arriva direttamente all’organo o all’apparato verso cui è indirizzato, ma viene trasmesso al cervello. Quest’ultimo in un secondo momento, attraverso quello che viene definito il bio-feedback lo trasferisce all’organo bersaglio. Questo passaggio è molto importante per l’operatore poiché lo solleva dal problema della scelta tra stimolare o sedare il punto. L’operatore quindi manda lo stimolo; sarà poi l’intelligenza del corpo a trasmettere il tipo di impulso di cui la persona ha bisogno. Un esempio che può chiarire facilmente il concetto è quando trattiamo il punto tiroide senza conoscere se quella tiroide sarà in ipo o in ipertiroidismo.

La tecnica del trattamento riflessogeno è relativamente semplice e si basa su una serie di piccole stimolazioni ravvicinate, principalmente con il polpastrello del pollice che procede sulla zona da trattare al fine di trasmettere impulsi alle zone nervose.

Il Master di Riflessologia Plantare ad indirizzo Psicosomatico studiato da Filippo Vagli integra tutto questo con un’importante e innovativa chiave di lettura psicosomatica ai disequilibri energetici emersi durante una “lettura” del piede.
Una visione dello stato di benessere dell’individuo più allargata, che non prende in esame i sintomi solo da un punto di vista fisico, organico, ma che vede questi ultimi come una sorta di “confessioni dell’anima”. Confessioni che altro non sono che messaggi che il nostro corpo ci sta inviando per consentirci di correggere qualcosa, nelle nostre abitudini, nel nostro stile di vita, nel nostro modo di fare, al fine di ritrovare quella spontaneità, quell’armonia e quel benessere che forse nel corso del tempo abbiamo perduto e messa sullo sfondo.

Nel corso del Master verranno affrontati i seguenti argomenti:

STORIA E BASI TEORICHE DELLA RIFLESSOLOGIA PLANTARE
OLISMO
PSICOSOMATICA
IL TRATTAMENTO DELLE 5 PORTE
IL TRATTAMENTO RIFLESSOLOGICO DEI CHAKRA
APPARATI E SISTEMI CORPOREI. PER OGNUNO DI ESSI SI ANALIZZERA’:
l’anatomia, la fisiologia e le relative patologie
la loro lettura in chiave psicosomatica
l’individuazione e il trattamento dei punti riflessi sul piede e la costruzione di una mappa
LA MEDICINA ENERGETICA: APPROFONDIMENTO DI MEDICINA TRADIZIONALE CINESE
RIFLESSOLOGIA CORPOREA: ZONE DI LAVORO RIFLESSE SUL CORPO
VALUTAZIONE ENERGETICO-FUNZIONALE E REDAZIONE DI UNA SCHEDA CLIENTE
PROTOCOLLI DI LAVORO
TECNICHE DI COLLOQUIO CON IL CLIENTE PER INDIVIDUARE LA MIGLIOR STRATEGIA DI INTERVENTO



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